Deliri da Helpdesk

Sono li, nella inaspettata pace del mio ufficio, quando il silenzio viene rotto dall'inconfondibile trillo digitale del telefono.

DRIIN!

«Si» rispondo io veloce con fare distrato. «Si, ciao sono io» risponde, per una volta ogni tanto, la confortante voce di una collega. Con lei, che lavora nella segreteria del mio stesso settore, è una di quelle persone con le quali si condivide insieme agli altri le gioie e dolori di dover affrontare quotidianamente la travagliata crociata verso l'informatizzazione dell'intera azienda.
«Ci sarebbe un emergenza da fare fronte» continua lei «mi hanno chiamato dall'aula della formazione e mi dicono che hanno un problema col proiettore e che senza di quello sono fermi e non possono nella maniera più assoluta andare avanti» continua lei con un tono un po' sconsolato, probabilmente dovuto al fresco ricordo delle alle urla strazianti e polemiche del titolare del suddetto corso, avute nel corso della chiamata appena precedente.
«Per caso non che hai tempo per poter andare a dare un'occhiata?»
«Si certo, perché no», rispondo io di buon grado.
In fondo in quel momento non avevo null'altro di così vitale da dover concludere.
«Grazie mille allora» conclude lei.

Detto-fatto mi incammino verso l'aula formazione. L'unica pecca che ha è forse quella di non essere poi così vicina: infatti a piedi si tratta di fare un buona decina di minuti di passeggiata, ma accetto di buon grado la cosa, anche perché la vedo come un'occasione per fare un po' di movimento e sgranchirmi le gambe dopo le lunghe ore passate alla scrivania.
Arrivato alla palazzina, mi incammino per le tre lunghe rampe di scale necessarie per raggiungere la famigerata aula.

Arrivo così davanti alla porta. Busso e faccio per entrare.
Deve essere che la mia presenza era piuttosto attesa, visto che alla mia apparizione cala improvvisamente un silenzio imbarazzante e gli sguardi di tutti astanti mi si rivolgono con tutto il loro fare indagatore. Una domanda irrompe, bloccandomi come uno stoccafisso con la mano destra ancora appoggiata alla maniglia e il piede a mezz'aria nella timido tentativo di fare il passo per varcare l'uscio.

«Perché non funziona?!» mi viene perentoriamente chiesto.
«Di certo, ben non lo so... sono appena arrivato e ne vorrei capire meglio anch'io» rispondo io timidamente.
«Senta, abbiamo già guardato noi ed è già tutto a posto!» mi viene fatto notare con il tono di uno che la sa lunga ed e navigato da anni in questioni d'informatica.

Deve essere in questo moneto che mi sorge naturale la domanda: "starno, ma se è vero che sono tutti davvero così tanto bravi, perché mai hanno dovuto chiamare l'assistenza?!"

Per un attimo mi lascio trasportare da questa piccola riflessione, che accarezza la mia mente come una foglia che cade e viene trasportata via dall'agile movimento dell'acqua di un piccolo ruscello di montagna. Appena dopo lieve pensiero, riprendendo di nuovo contatto con la realtà e mi rendo conto, solo in quel momento, di essere ancora sull'uscio fermo come una statua, in quella posa assurda.
Timidamente, dunque, inizio a muovermi per raggiungere il famigerato proiettore.
«Abbiamo già verificato i cavi, e sono già tutti a posto!» Mi fanno osservare al mio accenno di verificare se tutte le connessioni necessarie fossero in ordine.
E in effetti, ad una verifica sommaria, ne convengo anch'io.

Sotto lo sguardo vigile degli astanti per cui, mi accingo a prendere in considerazione altre ipotesi di malfunzionamento.
Alzo lo sguardo alla parete e noto che effettivamente la luce del proiettore che ne illuminava una buona fetta non riporta figure o segni riconoscibili.

Istintivamente a quel punto, mi viene subito da pensare si trattasse di un problema relativo alla selezione della sorgente in ingresso da dover riprodurre.
Appena il tempo di allungare la mano e appoggiare il dito sul pulsante per la relativa modifica, che noto subito la causa del malfunzionamento!
«Si... » dico io, anche con un certo non nascosto imbarazzo «...però mi dicono che l'immagine si vede meglio se dall'obbiettivo si toglie il tappo!!!!!!!!!!»


Sempre vostro,
M@rcello;-)

9 commenti:

MarKino ha detto...

..................
O-MMIO-DDIO-Ooooohhhhh..........

Baol ha detto...

Ti prego, dimmi che è vero...DIMMI CHE E' TUTTO VERO!!!

Ma soprattutto, dimmi che hai fotografato la faccia del saccente appena hai detto questa cosa!

e.len@ ha detto...

sto male!!!
fantastico!!!

M@rcello;-) ha detto...

carissimi tutti, sappiate che per quanto possano essere romanzati tali avvenimenti, non sono ancora così bravo da riuscire ad inventarmi di sana pianta questo genere di vicende... : comunque si, posso affermare che tali fatti sono assolutamente reali!!! ;)

sn ha detto...

carissimo, a parte la vicenda che fa morire dal ridere, ti contatto qua non avendo altro modo per farlo. ho bisogno di una foto del centenario per il giornale di prestino, posso attingere dalle tue e pubblicarla? famme sape! stiv

PIDEYE ha detto...

Fantastico davvero. Sono queste le cose per le quali vale la pena andare a lavoro ;)

M@rcello;-) ha detto...

diciamo pure che prendendola sul ridere, ci sono degli aspetti tutto sommato positivi!

grazie pideye per la visita!

... a proposito... ti se hai notato, ti ho linkata!

ciao e a presto,
M@;-)

Sara ha detto...

La dura vita dei tecnici informatici.. ;)

M@rcello;-) ha detto...

e queste alla fine sono anche le cose "divertenti" del lavoro... quelle più pesanti sono aver a che fare con utenti o presunti professionisti che non sanno neanche loro di cosa stanno parlando... :(