Eragon - La recensione de ilCello

... e così accadde che ad Agosto, periodo privilegiato da popolo Italiano per affrontare il rinfrancante rito delle ferie estive, sulla tratta ferroviaria che mi tocca prendere per giungere al luogo di lavoro, venne introdotto l'orario ridotto alle corse essenziali.

Il progressivo allungarsi del viaggio e il conseguente spopolamento della compagnia, mi hanno così portato ad avere un sacco di tempo libero in più, costringendomi a doverlo utilizzare nella maniera più proficua possibile: da li a dover scegliere di dedicarmi alla lettura il passo fu tanto breve quanto naturale.

Nonostante non mi sia mai considerato un ottimo lettore, ho riscoperto il piacere della lettura in questi mie viaggi quotidiani, e una volta terminato di leggere, in quello che per me sono da considerarsi dei tempi davvero da record, l'ottimo "L'ombra del Vento" di Carlos Ruiz Zafón, su suggerimento di un'amica di viaggio, mi sono ritrovato nella condizione di dover scegliere di nuovo su quale altro "capolavoro" della letteratura concentrare le mie attenzioni.

Parlandone di questa cosa con il mio amico MarKino, spiegandogli che seppur rimasto davvero affascinato e colpito favorevolmente dalla mia ultima scoperta letteraria, avevo voglia di un qualcosa di più spensierato e avvincente, fatto eroi, magia, e creature mitiche. Così mi suggerì senza troppi indugi Eragon.

Devo ammettere che pur sapendo che fosse stato scritto da un quindicenne e incuriosito anche dal clamore di questa produzione approdata per fino sul grande schermo, mi sono lasciato convincere e a buttarmici sopra.

Riassunto

In una terra fantastica e lontana, ferma in un tempo non definito dove Re, damigelle di corte, magia, miti e eroi convivono pacificamente protetti dall'insuperabile saggezza dell'ordine dei Cavalieri dei Draghi, la pace verrà turbata dal Cavaliere sovversivo "Galbatorix", che anelando il potere assoluto si ribellerà, e in barba alla magnifica potenza dell'ordine, insieme ad un gruppo di traditori e rinnegati, riuscirà infine, in un bagno di sangue e crudeltà, a sbaragliare le esigue e impreparate difese preposte, e a conquistare così il regno di Alagaesia. Molti anni dopo la caduta dell'ordine, quando il tutto sembra ormai sepolto dalle sabbie della memoria e gli splendidi e gloriosi tempi in cui i Cavalieri insieme ai loro Draghi regnavano con sapienza e giustizia sembravano un vecchio ricordo che si mischiava tra favole e leggenda, un giovane quindicenne di nome "Eragon", contadino e cacciatore di un remoto paesotto alle province dell'impero, troverà uno degli ultimi esemplari di uova di drago esistenti.
Tale ritrovamento cambierà per sempre il corso del suo destino: da quel momento infatti la vita del nostro giovane eroe non sarà più la stessa, e suo malgrado (ma anche no...), scopritosi ultimo della stirpe dei nobili Cavalieri, sarà accompagnato dalla sua fida e inseparabile dragonessa "Saphira", dal suo mentore Brom, alla scoperta dei suoi nuovi poteri, e delle sue nuove responsabilità, tuffandosi involontariamente in mille mirabolanti avventure che lo porteranno per fino a scoprire di essere in grado di decidere le sorti della terra di Alagaesia!

Il Commento

Devo ammettere mio malgrado non riuscire ad esprimere un giudizio del tutto positivo su quest'opera, d'altro canto però non mi sento nella condizione di criticarlo fino in fondo e mortificare comunque questo mirabile sforzo letterario.

Non mi è mai piaciuta l'idea di sputare sentenze, specialmente quando non si è competenti in materia: credo che sia fin troppo facile fare a pezzi qualcosa permettendosi il lusso di restare al di fuori delle righe protetti dallo scudo della propria arroganza.
Credo invece nella critica costruttiva, fatta per cercare di mettere in luce delle criticità, specialmente se chi la fa ha voglia di contribuire al miglioramento sporcandosi le mani in prima persona.

Non credo per cui di essere il migliore punto di vista in merito, in quanto, l'ho già accennato prima non mi ritengo il migliore dei lettori, mentre in quanto al fatto di rivaleggiare sullo stesso terreno in cui si è cimentato il giovane autore di Eragon credo proprio di non riuscire neanche ad avvicinarmi lontanamente, benché pur non tradendo un certo piacere nella scrittura, faccia una fatica boia a raccogliere ed esprimere i miei pensieri. (come se non si fosse capito abbastanza fino ad adesso ;)

Per cui questa, da parte mia, non vuole essere una "critica spietata" ad uno sforzo che comunque non può che avere tutto il mio più grande rispetto, ma bensì, l'espressione delle mie sensazioni nel cimentarmi nell'affrontare tale lettura.

Ribadisco; solo per quello che ha fatto Christopher Paolini, ovvero a soli quindici anni riuscire a produrre un romanzo di successo sfociato addirittura in una sceneggiatura cinematografica dal respiro internazionale, ha tutta la mia più grande stima! Non è una cosa da tutti i giorni e sinceramente è andato anche ben oltre le migliori aspettative che la maggioranza di noi possa aver avuto nella propria vita, e men che meno a quindici anni!
Per cui tanto di cappello e onore e gloria per questo grande sforzo, che non da meno però ho trovato difficoltà a riuscire ad arrivare fino all'ultima pagina.

C'è di buono che sono ancora in quella fase in cui considero la lettura una "cosa sacra", e mentre per quanto riguarda la manualistica ho superato la soglia rifiutandomi di leggere un manuale quando non confacente alle mie voglie, per quanto riguarda i libri per ora mi concedo, fino all'ultima pagina, il beneficio del dubbio nella vana frustrata illusione che riuscirà prima o poi a sorprendermi.

Credo però che in realtà il mio più grande limite nell'affrontare questo libro, sia sempre stato quello di non riuscire a liberarmi dal pregiudizio che fosse stato scritto da un quindicenne!
Credo di essere partito prevenuto a sottovalutare e pronto alla facile critica e che se fossi stato in grado di riaggrapparmi alla parte più scanzonata e adolescenziale che c'è ancora in me, sarei riuscito ad apprezzarlo di più!

Ma proseguiamo con ordine e bado ad ulteriori ciance, andiamo avanti con il commento.



Quello che in realtà ho trovato latente in questa produzione, tanto per cominciare è l'effettiva mancanza di contenuti veramente originali, mentre l'esposizione l'ho trovata piuttosto piatta, pronta a giocarsi prevalentemente sul mero piano delle incalzanti e semplici descrizioni di fatti e vicende, piuttosto che cercare l'esplorazione di sensazioni e stati d'animo.
Oltre a questo ho trovato anche una certa ripetitività nelle figure retoriche proposte, e per esempio all'ennesimo "il personaggio tizio scocco un occhiata..." ci si chiede quante altre volte ancora si debba ritrovare la stessa espressione per descrivere sempre lo stesso tipo di scena.

Parlando dei personaggi invece, anche qui ci si attesta ad un livello davvero minimo; gli espedienti narrativi trovati lasciano un po a desiderare per cui, per esempio, per quanto riguarda il protagonista (Eragon per l'appunto) viene presentato, come nelle migliori delle circostanze di questo genere, orfano, di modo da liberalo in maniera molto semplice di una famiglia che potrebbero in qualche misura bloccare la sua indipendenza nell'adempimento della sua "missione". In secondo luogo non ci si spiega come mai, sembra voler accettare il pesantissimo destino affidatogli, quale ultimo dei Cavaliere dei Draghi, senza troppe altre domande; per cui del perché fino al giorno prima zappava la terra mentre adesso completo di poteri magici, armatura, spada e a cavallo di un drago sputafuoco, combatte, rischiando la vita in ogni momento, orde e orde di orribili e sanguinari mostri che reclamano a gran voce la sua pelle! (diciamomi pure che probabilmente al cambio ci guadagnato ;).
Tutti gli altri personaggi invece sono per lo più abbozzati, e inspiegabilmente prodighi di informazioni e pronti ad aiutare Eragon in ogni circostanza, nonché spesso (per non dire sempre) salvandolo da fine certa, nelle situazioni peggiori!
Questo modo di esporre le vicende, ovvero facendo in modo che gli stessi personaggi vadano ad indagare semplicemente con la favella circostanze e eventi accaduti nel mondo di Eragon, toglie l'innegabile gusto al lettore di tuffarsi in prima persona nelle vicende stesse, di lasciargli fare i relativi collegamenti, di provare a scoprire gli enigmi lasciati e le questioni irrisolte, lasciando infine amaramente a bocca asciutta mentre impotente sorvola dall'altro eventi (anche avvincenti e mitici se solo si avesse l'occasione di parteciparvici), che vengono semplicemente raccontati, "già mangiati e digeriti", e a mo' di favoletta.

Credo che questa in fondo sia anche l'espressione molto ingenua e addolcita del modo di vedere il mondo da parte, del all'epoca adolescente, autore; un posto che ti da l'occasione di diventare unico, che ti mette al centro, che ti fornisce amicizie forti e persone che ti appoggiano, ti seguono e si prendono cura di te!
Forse è questo quello che mi ah dato più fastidio: il fatto di non riuscire ad immedesimarmi nel protagonista! Anch'io del resto ho avuto i miei sogni da adolescente, e ho sempre creduto che ci sarebbe stato qualcuno pronto ad aiutarmi, mentre crescendo ho scoperto amaramente che i miti non esistono, che si è inesorabilmente soli e che nessuno ti aiuta per il semplice gusto di poterlo fare; anzi, se possibile ti tira fuori anche il conto!
Non so se in questo sono stato io ad avere un'infanzia "difficile" o Paolini ad averla avuta più spensierata! Buon per lui nel caso ;) !

Tornado però al libro ho ancora da aggiungere un paio di cosucce: la storia di per se non è male, anzi ha in se un gran bel potenziale ma, come ho già accennato prima, ho come l'impressione che si limiti al raccontare un susseguirsi incalzante di eventi, senza lasciare spazio ad approfondimenti che possano coinvolgere di più nella lettura.
C'è d'aggiungere che comuque questo è un'opera incompiuta in quanto primo capito di una trilogia che prosegue con Eldest (al quale però non mi sentirei nelle condizioni di affrontare, almeno per ora) per cui si spera che tante piccole incongruenze abbiano poi a chiarirsi in seguito.

Leggendo in giro ho notato come la critica più pesante che in realtà viene fatta è quella inerente alla sua estrema somiglianza con la saga del "Signore Degli Anelli"; e in effetti come non notare le forti analogie attinge a piene mani dal fantastico modo creato da Tolkien, ma più che a questo io vorrei fare un altro tipo di riflessione sulle possibili analogie.

Analogie con "Guerre Stellari"

Io e il buon MarKino, discutendo animatamente sull'argomento siamo riusciti invece a concludere che abbia più analogie in tematiche e svolgimento delle vicende a "Guerre Stellari" che a quelle del "Signore Degli Anelli" per nomi e ambientazione.

Incominciamo a prendere in esame l'ambientazione:
La terra di Alagaesia vive in pace e prosperità grazie all'aiuto di potenti e saggi "Cavalieri" di cui solo una selezionatissima minoranza della popolazione multietnica (formata da uomini, elfi, nani, ...) possono far parte, che grazie ai loro poteri magici e ai loro Draghi, amministrano la giustizia.

Provate a seguirmi: non assomiglia tanto alla galassia lontana-lontana dove un tempo potenti Cavalieri Jedi, di cui solo una selezionatissima minoranza della popolazione multietnica possono far parte, che grazie ai loro poteri magici (la forza. che guarda caso possiede le stette proprietà magiche della magia di Eragon, quali telecinesi e manipolazione delle menti) e alle loro spade laser, amministrano la giustizia?!

continuiamo...: un bel giorno un cavaliere del draghi tradisce conquistando il potere, riducendo l'ordine stesso dei cavalieri ad una mera ombra del loro vecchio potere, portando infine la terra di Alagaesia in un epoca oscura di terrore.

...che, per caso non succede la stessa cosa in guerre stellari?!

ma non ho finito...: Eragon, contadino di provincia dopo la morte del suo tutore (ma guarda un po' che era proprio suo zio) per mano di alcuni sgherri dell'imperatore, che lo aveva allevato dopo che la madre lo aveva consegnato ancora in fasce in circostaze sospette, scopre di essere l'ultima speranza per riportare la pace ad Alagaesia, entrando in possesso di una delle ultime uova di Drago.
Incomincia da quel giorno il suo viaggi d'iniziazione con il suo mentore Brom, che si scoprirà essere uno degli ultimi adepti dell'ordine dei Cavalieri dei Draghi nascostisi dal potere del malvagio imperatore sotto le false spoglie di un cantastorie, per diventare lui stesso cavaliere!

per caso vi dice forse niente?! a Luke Skywalker non succede per caso la stessa cosa?! Non incontra "per caso" Obi-Wan Kenobi dopo che le guardie imperiali gli fanno fuori gli zii e inizia il suo apprendistato per diventare Cavaliere Jedi?!

Arya è l'elfa (che si scoprirà essere poi principessa) che possiede l'uovo di drago viene drammaticamente rapita all'inizio del racconto, dagli sgherri dell'imperatore e torturata al fine di scoprire dove l'abbia nascosto, non prima però di metterlo in salvo e farlo trovare nelle mani del nostro giovane Eragon. Successivamente si porrà a fianco di Eragon nello scontro finale contro l'esercito degli Urgali. Chissà perché ;) ma questa figura mi ricorda tanto la principessa Leila Organa.

Durza, invece, lo spettro, inviato dal sire Galbatorix mi richiama un sacco il personaggio di Boba Fett, mentre i Varden, il il gruppo di ribelli che si oppone alla tirannia dell'imperatore, mi ricordano quelli della saga di Guerre Stellari!

È davvero straordinario! Potrei citare questo e altro ancora e... sarà anche frutto di una mia suggestione, ma più ci penso e più riesco a trovare collegamenti tra le due saghe!

Eragon - Il Film

Sulla scia dell'entusiasmo sulla questione mi sono voluto anche dedicare alla visione del succitato film.
Sarò breve; per quanto il film possa avere il pregio di avere delle belle location proponendo dei paesaggi mozzafiato e degli splendidi effetti speciali (le animazioni di Saphira sono davvero stupefacenti!), purtroppo non riesce a raggiungere un livello di produzione di un vero blockbuster holliwoodiano, a causa anche del pesante rimaneggiamento della trama che appiattisce e semplifica ulteriormente, se fosse ancora possibile, i contorni del racconto, limitandosi ad risultare un semplice omaggio al libro.
Una nota positiva è data dalla colonna sonora dei titoli di coda interpretata da Avril Lavigne.







Credo di aver concluso e di aver detto tutto quello che dovevo.
Quindi per ora vi saluto e vi ringrazio infinitamente di cuore per aver avuto la pazienza di essere arrivati a leggere fino a qui.
Aspetto magari un vostro commento.

Sempre con affetto e sempre vostro,
M@rcello;-)

5 commenti:

MarKino ha detto...

recensione della recensione.
concordo quasi su tutto, tranne che:
1)la figura di MarKino: sembra averti gettato un inconsapevole M@rcello in una mediocre lettura, mentra, stando ad altre versioni dei faati, qua omesse, il buon Cello era stato adeguatamente avvertito sui numerosi "punti deboli" del libro...
2) la colonna sonora di Avril Lavigne non e` un pregio oer un film, casomai contribuisce ad un'ulteriore stroncatura }:)

M@rcello;-) ha detto...

grazie markino per per precisazioni; non era mia intenzione "infangare il tuo buon nome" ;)

sul secondo punto invece... sei sempre il solito intollerante ;)

M@rcello;-) ha detto...

... adesso che mi viene in mente piuttosto... come ti è sembrata la recensione?

MarKino ha detto...

... forse un po' troppo prolissa, persino per i miei standard....

M@rcello;-) ha detto...

... già forse mi sono lasciato prendere la mano, ma volevo fare un post po' approfondito ;)