Guida tu la tua canoa




... si dice soleva ripetere Sir Robert Baden Powell fondatore dello scautismo.

... e forse questa è un'altra importante tappa della mia vita, dove "mi farò le ossa", per riuscire finalmente a giungere a prendere in mano la mia vita, per portarla infine a "guidare da solo la mia canoa".

E così, quasi non me ne fossi neanche accorto, il fatidico giorno dell'addio è al fine giunto.
Il momento per salutare colleghi e lasciare luoghi che hanno accompagnato una parte importante della mia vita è arrivato. E io non posso fare altro che raccogliere tutto il coraggio che ho dentro e buttarmi a capofitto in questa nuova avventura.

Devo ammettere, e anche con un certo stupore, che per me è stata dura. Più dura di quanto non pensassi. Più dura magari di quanto non volessi, prendere armi e bagagli e distaccarmi dai miei colleghi: non credevo affatto di trovarmi più legato a loro di quanto non credessi, e adesso, adesso che sono a casa, e forse per la prima volta realizzo concretamente, di non resistere al pensiero di riuscire a vivere la mia quotidianità senza la loro presenza!

Anche in quest'ultimo giorno insieme hanno saputo dimostrarmi tutto il loro affetto nei miei confronti, segno del fatto che per quanto, anche nei momenti un po' più difficili talvolta non sia stato particolarmente affabile, hanno saputo guardare oltre per scoprire quello che di autentico c'è in me.

Di tutti i regalini d'addio che potevano farmi penso che il loro sia stato il più bello di tutti: un libro pieno di dediche personali che affermavano quanto sia stato importante per loro! Ancora ad oggi non riesco ancora a leggerlo senza non sentirmi un nodo in gola e senza che gli occhi mi si lucidino per l'emozione.
Mi hanno davvero commosso e smosso nel profondo, forse come non mi era mai accaduto prima, e le emozioni che provo sono così forti, così vive, da non poter essere che vere!

Penso di non essere mai stato un tipo che credesse nelle amicizie fatte solo perchè "le circostanze lo chiedessero": a scuola, in ufficio e in qualsiasi altro ambito. Il termine "amico" l'ho sempre associato a poche e a selezionatissime persone dando piuttosto "agli altri" accezioni quali "compagni", "colleghi", "quello che conosco", "...".

Credo che prima di tutto, al di la della sterile retorica bisogna anche saper dimostrare i propri affetti.
Queste persone che mi sono state vicine in tutti questi anni lo hanno saputo fare, anche e sopratutto in questo momento, e io non posso fare a meno che considerarli AMICI, per tutto quello che hanno significato per me!

Si dice che si apprezzano le cose belle solo quando vengono a mancare: non c'è nulla di più vero!
Credo di essere stato fortunato, di essere stato _privilegiato_ a conoscere delle belle persone come loro!

Mi mancherete! Mi mancherete più di quanto non voglia convincermene! Ma devo farmi forza e sapere che sarete un punto fermo sul quale fare affidamento.
Vi ringrazio infinitamente per tutto quello che avete fatto e significato per me e spero che in definitiva questo amaro prezzo che sto pagando per crescere non si riveli inutile.

Sempre con affetto,
M@rcello;-)

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