Garbagnate: Primo Giorno

"Forse questa è la soluzione.

Bisogna tentare.
Forse non sarò mai ciò che dovrei essere, che vorrei essere.
Ma come potrò saperlo se non provo?
Certo, è difficile ma qual'è l'alternativa?
L'immobilità... che equivale alla morte.
Non del corpo, dello spirito.

Un animale può accettarla, ma un uomo no.
Un uomo sogna, combatte, cambia, cresce."

Wolverine - Frank Miller


Ci siamo; incomincia adesso un nuovo capitolo della mia vita dove incominciare a scrivere altre (spero) mille cose splendide.

Devo ammettere che l'impatto iniziale con la nuova struttura è un po' difficile da assorbire. Già in altre occasioni ho avuto occasione di passarci e di guardarmi intorno, ma ora, ora che ho realizzato che ci dovrò convivere per diverso tempo, la cosa si è concretizzata in tutta la sua amara realtà.
In realtà nulla di che, ma il vedere questo immenso casermone di fine ottocento in condizioni di trascuratezza davvero pesanti mi lascia semplicemente un po' turbato.
Facendo un giro veloce all'esterno non si può non rimanere colpiti dalle facciate abbastanza decadenti mentre qua e la transenne chiudono la circolazione nei posti in cui l'intonaco non risulta più stabile.
L'interno invece non smentisce ciò che ci si presenta all'esterno: gli ampi soffitti, le pareti macchiate dall'umidità e dalla polvere accumulata nel tempo, i pavimenti cosparsi di piastrelle rotte o ricoperto di linoleum in parte e in alcuni punti più che rattoppati e gli arredi desueti contribuiscono a dare un'impressione di vecchio, trascurato e a volte abbandonato che mi lascia a dir poco sbigottito.
Ovviamente non è tutto così brutto e drammatico come magari la mia impressione mi può dare: se non altro il minimo garantito di funzionalità e servizi è presente e al di la del mero fatto estetico, c'è da ammettere che qua e la opere e cantieri di ristrutturazione sono in corso.

Il ced, ovvero l'ufficio dove poi prenderò servizio, non si esime da tutto ciò.
Appena entrati un corridoio costellato di armadi ma anche di rottami sparsi di attrezzature informatiche, separa i vari uffici ai suoi lati nei quali vi è lo spazio per circa un quattro scrivanie per ufficio: quella assegnata a me a quanto pare, trovata anche e con non poche difficoltà visto che nessuno "ne aveva notizia", e collocata nell'ufficio appena entrati sulla destra.

Di fronte al mio ufficio c'e quello dei miei colleghi che si occupano (mi pare di aver capito) della gestione e manutenzione dei database aziendali, mentre di fianco a loro c'è l'ufficio dei tecnici hardware. Di fronte a quest'ultimi (e quindi di fianco al mio), c'è la sala macchine: una Sala Macchine con la "S" e al "M" maiuscola. È uno stanzone dove il sordo e forte rumore delle ventole di raffreddamento esce dai traboccanti armadi in cui sono stipati decine di macchine!

Questo per quanto riguarda il settore _puramente tecnico_. La parte "dirigenziale e amministrativa" si trova nella palazzina a fianco, tra latro al primo piano.

Al di la del posto invece, per quanto mi riguarda, in effetti mi trovo visibilmente spaesato e tutti i miei tentativi anche un po' goffi di aggrapparmi a qualcuno per cercare di farmi "entrare nel giro", sono per ora vanificati dalla "ovvia quotidianità" dei miei nuovi colleghi.

Non che mi senta accolto, ma di certo per ora non ci sono molti segnali di integrazione: ognuno è troppo preso dai propri ai propri affari per darmi retta.

I personaggi presenti sono davvero di ogni tipo e forma e per ora mi è difficile avere sufficienti elementi per inquadrarli tutti quanti.
Ci vorrà ancora un po' di tempo, ma questo mi sembra abbastanza normale.
Per ora la prima cosa che colgo è un ambiente mediamente più vecchio e principalmente maschile (nonchè così belli e simpatici ;-) rispetto a quanto non era bosisio :-(. Ho avuto a che fare non con molte persone in quanto (a quanto pare) dicembre è un periodo particolarmente attivo, dove si devono chiudere con la massima urgenza importanti lavori, proprio per far raggiungere gli obbiettivi di fine anno che poi daranno lustro (e soldi) al gruppo e al servizio stesso.

I presenti dunque non sono molti e per lo più sono tutti presissimi nelle loro faccende per darmi retta (alla faccia di chi dice che l'impiegato statale non fa nulla). Per cui per ora vago in questo "limbo privato" in cui non so' cosa fare visto anche che talaltro il mio pc da ereditare dal precedente collega è "sparito" assegnato ad "altra destinazione". Per fortuna scoprirò più tardi che me ne sarà assegnato uno nuovo di trinca ma che bisogna aspettare perchè ci sarà da sbrigare un paio di pratiche per l'ufficio economato.
Detto fatto dunque, allora cercherò di prendere possesso del mio nuovo "territorio" assegnato, cercando di dare per quanto mi è possibile, il mio personalissimo tocco. Penso che con la "vecchiaia" stia peggiorando: non resisto all'idea di trovami in un ambiente disordinato! Con un "colpo di stato", libero scrivania e dintorni da cavetteria e rottami orfani e abbandonati accatastandoli in maniera ordinata in scatole e in quei luoghi ancora liberi dal casino generale. Vedremo se riuscirò a mantenere questa cosa anche nei prossimi giorni ;-)

Diciamo che per ora le poche persone con le quali riesco ad interagire in questa giornata (in ordine sparso e cercando di mantenere un certo anonimato utilizzando dei soprannomi) saranno:

[continua...]

Diciamo che come primo giorno è stato mediamente deludente: l'accoglienza è stata non proprio calorosa :-(
E pensare che per essere carino avevo pure pensato a portare vino e biscottini: penso che non se ne sia accorto nessuno :-(

Per ora direi proprio che possa bastare. Se ci sarà occasione nei prossimi giorni cercherò di approfondire questi profili, nonché di aggiungerne altri.

Vi ringrazio ancora mille per la gentile attenzione!
Alla prossima, sempre vostro,
M@rcello;-)

3 commenti:

Sara ha detto...

Mi auguro che nessuno di tuoi nuovi colleghi legga il tuo blog: le caricature che ne hai fatto sono alquanto disarmanti.
Quanto avremmo apprezzato noi vino e pasticcini, che spreco!

Temo che ben presto quel CED diverrà ordinatissimo.

Mi raccomando, fai il bravo, rispetta gli anziani e cerca di accattivarti chi detiene il potere della rete. A presto

M@rcello;-) ha detto...

hem,in uno scrupolo di coscienza, riflettendoci meglio, sarà il caso che certi commenti li tenga per me (o per lo più li condivida in sede privata ;-), anche se non credo di essere stato affatto troppo ne "cattivo" ne tanto meno maligno, anzi.
per ora ho davvero pochi, pochissimi elementi per giudicare; e poi io sono uno che si bilancia davvero con difficoltà.

ciao a tutti e grazie per l'attenzione,
M@rcello;-)

Anonimo ha detto...

grande cello detto il marcello