È ORA DI BASTA!

Incomincia ad avene abbstanza di 'sta soria...
Va avanti da molto, forse da troppo tempo, e ancora non riesco a darmene una ragione.
Non mi spiego come mai non riesca a raggiungere uno stato d'animo un po' più sereno.
Non riesco più a sopportare il fardello di questa mia costante insoddifazione, di questa mia eterna maliconia che mi perseguita da semrpre, delle mille questioni in sospeso che mi assillano la mente!
Non sopporto più l'idea di non riuscire a capire le mie emozioni; di non riuscire a controllarle!
Non mi piace il sentirmi sempre a e comunque a disagio perchè mai adeguato in quello che dico, faccio, penso... (perchè non ho mai la battuta pronta? Perchè capisco le situazioni solo dopo molto tempo?!)

Come è possibile tutto ciò!?

Perchè la vita deve essere la peggiore delle maestre, che "prima ti interroga e poi ti spiega la lezione"?!
Dico io insomma, perchè tutto deve essere così _dannatamente difficile_ e faticoso; perchè mai si deve sopportare sulle proprie spalle e sulla propria pelle l'enorme fardello delle brutte esperienze, delle difficili relazioni sociali e dei mille sottointesi che essi presuppongono?!

_/Non era forse più facile avere un libretto d'struzioni?!/_ Forse il mio non me l'hanno mai consegnato! Oppure chissà, con la testa che c'ho, chissà dove cavolo l'avrò perso... :-(

_/Possibile insomma che la vita si debba per forza di cose ridurre a delle lunghe pause tra dei piccoli e fuggevoli attimi di felicità?!/_

Cosa c'è di male nel volere un po' di felicità, nel ricevere e richiedere affetto, di essere considerati e apprezzati per quello che si
è, contutti i propri limiti e difetti, senza dover ogni volta scendere a compromessi!?

_/Perchè all'essere umano è stata data la possibilità di intravedere la felicità dannandolo alla sua eterna ricerca senza poterla mai raggiungere!!!/_
Qual'è il senso di questo strano e perverso gioco al massacro in cui si è eternamente frustrati...

....

Sarà... forse è solo frutto della mia fantasia... fatto stà che il mio animo, come sempre, è in fermento... ma col tempo...

Forse devo ancora crescere in questo; anche se credo che molta strada nella giusta direzione l'abbia già percorsa...
Se non altro adesso ho imparato a non farmi trasportare più di tanto dai "pensieri negativi" che tutto ciò comporta... basta una notte di buon sonno che il peggio passa...
Continuo a sforzarmi assiduamente nel lasciare la mente sgobra da inutili fantasie (e in questo la mia passione per la musica mi ha aiutato un sacco).

Però una certa amarezza di fondo rimane sempre... e sento infondo al mio cuore, forse, che una parte della mia personalità mi sia negata...

Devo ancora crescere, e continuare a farmi forza da solo... ho solo il timore di scoprire che il perdurare di tale disagio mi abbia corrotto irreparabilmente l'animo, andando a nuocere sul mio modo di relazionarmi... con gli altri, con il mondo, ... con me stesso, non riuscendo così più a trovare cosa c'è di bello nell'essere al mondo, arrivando infine a scoprirmi peggiore di quanto io stesso non voglia.

Non lo so'... c'è molta incertezza nel futuro... l'unica cosa che mi rimane è un pizzico di speranza.

A voi, sempre con affetto,
M@rcello;-)

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Cello,
se fossi li' ti tirerei una stincata di quelle che ne porti il segno per una settimana.... E' ora di basta! Sono d'accordo, ma anche di piangersi addosso credo. Mi dispiace che sia un periodo infelice.
Vedendo la tua situazione dall'esterno comunque mi pare che tu abbia la possibilita' di stare con persone che ti stimano e ti vogliono bene e sono disposte ad aiutarti, puoi farti qualche mini vacanza e in fin dei conti hai un buon lavoro almeno per quanto riguarda la liberta' che ti lascia.
Quanto scrivi mi ricorda un po' un racconto delle citta' invisibili... magari non e' cosi' facile ma prova ad alzare lo sguardo

M@rcello;-) ha detto...

... è vero; c'è da dire che dovrei farmi una bella iniezione di autostima... e per l'amor del cielo... diciamoci pure che potrebbe anche andare peggio! e per questo, per essere onesti, devo dire che grazie al cielo non mi è mai mancato nulla!

il mio non voleva essere un grido al mondo sul fatto che "sia dannatamente infelice"; perchè non è così (o cmq non sempre...)! semplicemente voleva essere una mia riflessione su quanto possa essere _difficile_ raggiungere la felicità, e di quanto sia così dannatamente frustante vivere delle emozioni forti che spesso ti fanno male.

quello che mi chiedo io è proprio capire perchè dobbiamo negare una parte della nostra persona per risultare sempre e comunque adeguati nei confronti degli altri... _perchè dobbiamo, per sentirci un po' in pace, dobbiamo sempre fare finta che il problema non esiste quando non siamo in grado di affrontarlo?!_

... poi, per fortuna i momenti di vera crisi, ad oggi, ne ho davvero pochi. e come ho detto ho imparato anche a superarli...

... cmq aprezzo tantissimo l'incoraggiamento che mi dai... purtroppo a volte ho sempre bisogno di continue conferme per riuscire a superare le mie paure...

... ma poi passano...

ciao e grazie M@;-)

p.s.:... non capito bene il riferimento al libro, ma mi impegno a leggerlo.

Anonimo ha detto...

Ciao Marcello:

mi hai spesso invitato a postare i miei commenti sul tuo blog e oggi, visto le tue recenti dichiarazioni ho deciso di rubarti un' po di tempo per parlare con te della vita.

Questa società, pur avendoci donato moltissimo, non ha il coraggio di ammettere una verità fondamentale, vivere non è facile. La pubblicità, molti film o cartoni animati, molta della musica che ascoltiamo, ci vuole far credere che la vita è un immenso parco giochi, un luogo dove basta "avere" per essere felici. Passiamo le nostre giornate bombardati da questi messaggi che dicono di volere la nostra felicità ma mirano continuamente a farci sentire inadatti, incompleti, inadeguati per come siamo e viviamo. Noi esseri umani mentiamo spesso a noi stessi, ma nel fondo sappiamo benissimo che questa è, come dicevano i nostri antenati, “una valle di lacrime”, e che non sarà una segreteria polifonica a liberarci dal dolore.
Però .... crederci è così facile. Vorremmo tanto che il mondo fosse a nostra immagine e somiglianza da sacrificare a questo sogno la nostra unica possibilità di trovare la serenità. Mi è stato insegnato che l'avaro, l'ubriaco, il giocatore, il drogato e tutti gli infelici di questa terra sono solo delle persone che impaurite dalla vita si sono costruite dei muri per proteggersi, senza vedere che in verità stavano costruendo delle prigioni per se stessi.

Se pensi alla vita come fine a se stessa obiettivamente ha poco senso continuare su questa strada: non sarà mai facile, sarà sempre una guerra di trincea giorno dopo giorno, anno dopo anno, e superato un problema una nuova difficoltà ti chiederà di superare ancora una volta i tuoi limiti. Allora cosa fare? Tu dici che nella vita non esistono manuali, ma non condivido completamente questa tua idea. Io non sono nessuno, e non spetta a me spiegare il senso della vita, ma fortunatamente ci sono e ci sono state persone che hanno dimostrato di poter vivere con maggiore pienezza degli altri e di poter affrontare con coraggio situazioni che noi non possiamo nemmeno immaginare.
In questo momento penso al Mahatma Ghandi, a Madre Teresa di Calcutta, ad Albert Schweitzer, a tutti quelli che pur in epoche e luoghi diversi hanno espresso le stesse verità di base: se riusciremo a dilatare la nostra esistenza, a credere che esiste un prima e un dopo, a sentire che non saremo mai soli, solo allora potremo superare i nostri limiti e dare un senso a questa esistenza.
Ma come raggiungere questo risultato?
Qui incominciano i dolori perché per ottenere la serenità sembra ci sia una sola strada: smettere di pensare a se stessi, imparare ad osservare il dolore presente nelle persone che ti circondano (il "prossimo") e cercare di lenirne le ferite.
Il lavoro è lungo e faticoso e comincia subito perché le prime persone con cui dovremmo essere migliori sono i membri della nostra famiglia, che normalmente sono invece le prime vittime dei nostri malumori, e poi allargare via via il cerchio a tutti quelli che conosciamo. Non credo a quelli che si dedicano al volontariato e poi non sono disposti al minimo sacrificio per aiutare un collega sul posto di lavoro, certe scelte sono globali.
All'inizio questa impresa non concede alcuna soddisfazione ed è necessario molto tempo per imparare ad apprezzarne i vantaggi, come quando ti insegnano a leggere e non capisci come tanta fatica potrà mai ripagarti.
Con il passare del tempo la strada diventa ancora più ardua perché quando cominci a vedere la sofferenza delle persone che ti circondano sei costretto a portarne una parte con te e a soffrire con loro.
In cambio imparerai a sentire anche la loro gioia e ci saranno dei momenti, in cui ti sentirai parte di qualcosa di talmente grande che non riuscirai nemmeno a capire da dove possa sgorgare tanta luce.
Le parole che ho detto non mi appartengono, sono solo una copia sbiadita di quanto mi hanno insegnato nel corso di tanti anni, tuttavia le scordo così spesso e commetto talmente tanti errori che spesso mi sento uno stupido (non troppo però il mio orgoglio interviene sempre ad aiutarmi nel trovare improbabili giustificazioni).
Tu sei un ragazzo in gamba, e lo dimostra il fatto che ti poni delle domande: non averne paura, sarà molto peggio se un giorno smetterai di cercare la strada nascosta in mezzo alla neve che porta verso la cima del monte.
Abbi pazienza, cerca di vedere tutti i doni che la vita ti ha concesso, non temere i tuoi errori e invoca senza timore l'aiuto degli spiriti che ti proteggono.
Un ultima considerazione, non cercare mai la meta, non esiste, tutto il senso della vita è racchiuso nel cammino.

Ciao Raul.

Marco ha detto...

dopo che hai letto il libro sulle seghe mentali, dovresti sapere non sei il primo a notarlo: da quando abbiamo memoria di pensiero umano, l'uomo ha notato che, in fondo, qua e` tutto una merda e non se ne capisce bene il motivo... filosofie, religioni (= libretto d'istruzioni), da sempre cercano di spiegarselo, ma la validita` delle risposte che offrono, bho... son lasciate al giudizio di chi legge...
bho...secondo me non si tratta di far finta che il problema non esista...
il punto e` sforzarsi di capire che non tutto e` alla nostra portata... ci sono cose, situazioni e momenti dolorosi che non ci sapremo spiegare e che non sapremo superare... e` frustrante, ma e` cosi`...
certo, se si e` in compagnia, magari le difficolta` sono minori, ed anche i momento dolorosi passano prima...
vabbe` basta, prima che ti incazzi e inizi a dire: e` il solito Kino che pensa di aver capito tutto lui...
ciao.

M@rcello;-) ha detto...

... ragazzi, sono profondamente commoso dalle vostre (inaspettate) parole. dico sul serio... mi hanno fatto un sacco piacere. GRAZIE MILLE!

... diciamo che adesso 'sto bene! il "peggio" è passato, e come previsto in un paio di giorni mi sono rimesso in sesto.

... col tempo sono riuscito a trovare la forza necessaria dentro di me per superare, questi momenti di defaiance... (che fortunatamente sono sempre più rari) e così poi non mi pensano più...

... ovviamente il mio post non pretendeva ne risposte, ne "ricette" per trovare "il senso vero della vita". penso che fosse più uno sfogo del momento per cercare di darmi un po' di pace... tutto quì...

... poi, insomma non vorrei ripetermi, ma va da sè che il mio malessere non era rivolto al fatto che non potrò mai possedere il "telefonino con la videocameradivvudìinegrata"; anche perchè ringraziando mille volte il cielo, dell'essenziale, e talvolta anche del superlfuo, non mi è mai mancato nulla! era più una riflessione interiore (esteriorizzata ;-) dove cercavo di darmi una spiegazione a tutte quelle forti emozioni che ti prendono e alle quali non sapendo dare una spiegazione non ti fanno stare bene...

... ma tant'è... adesso cmq ci sto' dentro...

... è bello sapere che non si è soli... grazie per essermi stati vicini.

Marco ha detto...

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno
gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia
colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru. Muore lentamente chi
evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle 'i'
piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli
occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno
battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi
non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se' stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor
proprio, chi non si lascia aiutare. Muore lentamente chi passa i giorni a
lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa
domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza portera' al raggiungimento di una splendida
felicita'.

Pablo Neruda