Martedì 2 Agosto

E così siamo giunti a l secondo giorno di ferie… Forse solo adesso incomincio a rendermene davvero conto.
Comunque sia la sveglia è abbastanza comoda. Io, non ancora abituato a “certi ritmi”, mi sveglio abbastanza presto, o se non altro molto prima di quanto non faranno i miei compagni, scoprendo con gran sorpresa che la cosa è condivisa anche dalla padrona di casa Giada.
Decidiamo allora di adoperarsi per il bene comune andando in paese a procurare colazione e quotidiani per tutti.
Si, insomma, la mattinata passa tranquilla. Si fa la spesa in previsione del viaggio imminente, ma soprattutto della gita improvvisata all’ultimo al mitico lago di Cavazzo per il pomeriggio.

Detto fatto, ci si organizza e si parte,anche questa volta sotto un cielo non molto clemente.
Io, che nel frattempo attendo l’ora per l’appuntamento ad Udine, mi aggrego alla compagnia per il tempo necessario, dopo di chè parto.

Durante il viaggio, continuano a farsi strada saltuarie riflessioni sulla mia “insana” condotta. “Dal’altra parte ho costretto il gruppo a rimandare la partenza di un giorno, nonché li ho lasciati in balia del brutto tempo al lago. Sono proprio uno sconsiderato”. “Ma che volete, questa per me è un occasione più unica che rara. Sarebbe davvero un peccato sprecarla così…”

Finalmente giungo a destinazione e così dopo aver celebrato i doverosi nonché gioisi e graditi riti d’incontro, vengo trascinato insieme ad una sua amica in un localino tipico del centro dove poter così degustare le prelibatezze locali.
A questo punto si fa strada, tra un bicchiere di vino e una chiacchierata, la proposta di andare ad una sagra paesana non molto distante da dove siamo ospitati, dove, così come l’8 Marzo si celebra “la Festa delle Donne”, lì il 2 Agosto si usa fare la “Festa degli Uomini”.
Temo che sia proprio in questo momento che, cercando di non dare troppo nell’occhio, il panico si impadronisce della mia espressione, ed un sottofondo musicale tipo colonna sonora della serie “lo Squalo”, incomincia a riecheggiarmi in testa: sento puzza di guai! Che sia ben chiaro, non in assoluto; ma semplicemente con la mia graziosa combriccola. Un altro imprevisto, un’altra cosa su cui poter discutere… noie; un sacco di noie e per giunta il viaggio in terra straniera non è ancora iniziato!

Dopo aver riflettuto per un po’ e considerato il benestare, quantomeno dei miei compagni di macchina, cedo alle continue insistenze della mia amica, a partecipare a questo “evento mondano”.
Appuntamento fissato per qualche ora più tardi.

Torno così alla casa forse con ancora più ansie e pensieri di quante non me ne sia fatti all’andata. Chissà, forse mi ponendo più problemi di quanti non ce ne siano in realtà. Forse sto’ facendo le cose più grandi di quanto non lo siano. Il problema e che “dovevamo essere una comitiva”, “un gruppo unito” e invece sono io che si fa bellamente i fatti propri! Per farla breve, spero tanto che la padrona di casa non se prenda più di tanto.

Insomma la situazione a casa sembra essere quantomeno tranquilla. Così una volta sistemati si parte per alla volta di questa sagra che, a quanto sentito dire, non dovrebbe trovarsi troppo lontano da noi.

E così sarebbe stato se si fosse conosciuto il posto esatto! Morale della favola ci troviamo a girare completamente una valle e così al posto che farci solamente 15 km, ce ne spariamo 50! In stradine buie e impervie lanciati a “velocità folle”, folle come chi, precedendoci con la propria auto, ci indicava la strada.

Finalmente giungiamo al fatidico posto, e li seguendo a piedi una stradina completamente buia ci buttiamo nel cuore della festa.

Vi lasci immaginare i gadget nonché i nomi delle cibarie in esposizione, in una festa dedicata agli uomini! Membri maschili di ogni forma e dimensione disegnati e replicati su ogni sorta di oggetto (grembiuli, portachiavi, forme di pane, …).

In men che non si dica siamo trascinati su un tavolo, con una bella bottiglia di vino, un polletto arrosto, costinazze a volontà, e un bel piatto di “testicolata”.

La serata passa lieta tra un bicchiere di vino, due chiacchiere, e lo sproloquio di un fantomatico comico locale, fino a quando non si giunge all’evento cloù! La sfilata degli uomini!

Dovete sapere che a quanto pare in questo posticino dimenticato dal Signore, vi è la tradizione ,in questa giornata di festa a tema, di fare eleggere da una giuria composta rigorosamente da sole donne, l’uomo dell’anno!
Ovviamente, così come il resto della festa, tutto si svolge nello stile più goliardico possibile, e devo ammettere che nel complesso risulta anche essere abbastanza divertente.

Comunque sia l’ora incomincia a farsi tarda. Non dimentichiamoci che domani si parte! È così salutato i nostri cari ospiti, ci riavviciniamo a casa.

Anche questa giornata si conclude. Domani incomincia il “viaggio serio”! Buona notte.

Virus, Spam, Spyware (dalle minacce più evidenti a quelle più nascoste) - Virus

Mi dispiace, cari tutti, ma siccome non ho ancora pronto il resoconto delle altre giornate di ferie, mi sa che dovrete cuccarvi il rposeguio dei miei sprolocui informatici.
Finalmente oggi si entra più nel merito della questione. Così andremo ad analizzare meglio cosa sono i "Virus". Per i "Worm", pensavo di fare una sezione a posta in quanto l'argomento è leggermente più ampio e complesso.

Come al solito chiunque sia interessato ringrazio per l'attenzione!
Ci terrei ad avere commenti costruttivi in merito (che dite può interessare il mio lavoro?).
Baci,
Marcello;-)




Virus Informatici

Il termine Virus prende spunto dalla sua controparte biologica. Ovvero, ispirano il proprio funzionamento a due semplici caratteristiche: necessitano di avere un ospite su cui vivere e proliferare a discapito del soggetto stesso e di un veicolo per potersi propagare da un individuo all’altro; proprio come succede con quelli biologici.

I virus informatici, abbiamo già accennato prima, sono nientemeno che dei programmi progettati per produrre dei funzionamenti non tipici al sistema ospite.
Se è vero che mandando in esecuzione un’applicazione ci si aspetta che sia utile per il nostro lavoro, è altrettanto vero che se questa applicazione è progettata per fare dei danni, siamo pur certi che li farà.

Questi programmi sono studiati per eseguire operazioni di vario genere.
Cancellazioni di archivi, apparizioni di messaggi (di vario genere) a video, controllo del puntatore del mouse, sono solo degli esempi di cosa può comportare essere affetti da un programma “non conforme”.

C’è d’aggiungere una precisazione. Questo genere di minaccia è praticamente caduta in disuso da quando sono state introdotte nuove tecniche di concepire i sistemi operativi (l’ospite) e da quando i canali di trasmissione tradizionali sono stati presto soppiantati da mezzi più veloci ed efficienti come ad esempio l’accesso ad Internet (il veicolo).
Infatti, il funzionamento dei virus si basa principalmente sul presupposto che i vecchi sistemi erano in grado di eseguire esclusivamente un’applicazione (un unico programma) alla volta (questi sistemi si definiscono monotask). A questo punto se il sistema è impegnato nell’esecuzione di un programma, non è possibile fare nient’altro; tantomeno mandare “in circolo” del codice virus. Viceversa se il sistema è impegnato nell’esecuzione di codice sconosciuto non potrà dare disponibilità all’utente di fare altro, fornendo così forti sospetti sulla sua attendibilità. Dunque, per permettere l’esecuzione di codice maligno senza destare sospetti, bisogna approfittare del fatto che il sistema è impegnato a mandare in esecuzione codice lecito.
A questo scopo le strategie possibili da attuare si possono dividere in quattro grandi categorie di virus:

  • Virus del settore d’avvio
  • Virus di Programma
  • Virus delle Macro
  • Bombe Logiche

Virus del settore d’avvio

Generalmente un sistema operativo non è in grado di avviarsi da solo. È importante eseguire una semplice procedura che ne permetta il suo corretto avviamento.

Nel primo settore delle memorie di massa (il disco fisso, floppy, …) dei computer, esiste un’area che viene utilizzata nella fase di avvio del sistema (Boot Strap).
In quest’area chiamata MBR (Master Boot Record) viene depositato un programmino chiamato Boot Loader che viene mandato in esecuzione in primissima battuta, prima addirittura di qualsiasi sistema operativo, e proprio per farlo avviare.
Generalmente in questa fase il computer procede così alla rilevazione di un Boot Loader valido andando a controllare in sequenza i settori d’avvio delle memorie di massa rilevate (lettori floppy, lettori cd-rom, dischi fissi, …) e mandandone in esecuzione il primo che risulta valido (viceversa si otterranno messaggi d’errore tipo: …)

Va da sé che, così come viene eseguito il codice nei primi settori del disco (il Boot Loader) per far avviare un sistema operativo, è possibile avviare un qualsiasi altro codice, magari maligno (che una volta lanciato è libero di fare quello per cui è stato progettato a fare). E magari, per non destare troppi sospetti, rimandare il controllo del sistema al Boot Loader originale.

Tornando però ad un discorso più pertinente, considerato che a questo punto abbiamo solo definito l’ospite, in che modo si può diffondere un virus di questo genere? Generalmente il veicolo utilizzato è proprio il settore di avvio di un’unità infetta (magari le stesse unità floppy che vengono lasciate sbadatamente inseriti nel lettore in fase di accensione della macchina ;-).

Virus di programma

In questa categoria forse ricadono quello che nell’immaginario collettivo è più associabile al termine “Virus Informatico”. Si trattano di veri e propri programmi studiati e progettati per eseguire codice malizioso. Le tecniche per mandare in esecuzione questo codice sono le più diverse, una su tutte però si può citare la strategia di utilizzare come veicolo i file eseguibili presenti nella macchina ospite.
Il codice virus si “inserisce” in uno dei tanti eseguibili di comprovata e indubbia fiducia presente nel sistema, e aspetta che l’ignaro utente o sistema lo avvii durante la sua normale attività.
Una volta che questo programma verrà mandato in esecuzione anche la parte del codice virus verrà attivata, con tutto quello che ne comporta!
A questo punto, una volta che il virus è stato eseguito, può rimanere residente in memoria e infettare uno dopo l’altro tutti i file eseguibili che gli capitano a tiro (in questo modo avrà molte più probabilità di riessere mandato in esecuzione in un secondo momento, ovvero al successivo riavvio della macchina).

Virus delle Macro

Negli ultimi anni il pacchetto software per l’Office Automation di casa Microsoft (ovvero MS Office) ha avuto un’indubbia evoluzione (sia funzionale che di fama): i semplici programmi per la gestione della videoscrittura o di fogli elettronici si sono presto trasformati in complessi programmi “tuttofare”.

In questo senso una trasformazione significativa riguarda senza dubbio l’introduzione, da diverse versioni a questa parte, di un vero e proprio ambiente di sviluppo Visual Basic.
Produrre Macro dunque significa che, chiunque ne abbia le adeguate competenze, può creare complessi fogli di lavoro capaci di svolgere autonomamente compiti diversi.

Risulta evidente così che produrre codici Macro significa non solo avere la possibilità di produrre codici “benigni” ma altresì creare dei veri e propri programmi virus che come veicolo sfruttano proprio i documenti prodotti con questi applicativi.
Un esempio di Macro Virus può essere un correttore automatico che sostituisce una parola con un’altra quando digitata.

Bombe logiche

Se lo scopo di un virus può essere quello di riuscire a proliferare e diffondersi, allora perché non approfittarne per lasciare un segno del proprio passaggio?
Nelle Bombe Logiche l’effetto di questi “passaggi” generalmente avviene in momenti ben definititi, come date di anniversari o ricorrenze particolari o semplicemente a scadenze regolari come il primo del mese e così via. Ovviamente il risultato di questo effetto varierà a seconda della volontà di chi l’ha progettato.

Lunedì 1 Agosto

Partenza programmata “mi raccomando per le 6:00 esatte, puntuali!”. Bhè, si sa’, alla fine sono intenzioni che contano, così caricata la macchina con le ultime cose, che sembrano essere proprio quelle “essenziali” che servono per sopravvivere per un’avventura in Africa tipo “Cammel Trophy” piuttosto che un’escursione di una quindicina di giorni a qualche centinaio di chilometri da casa, e azzerato il computerino di bordo, si ci si butta, sotto un cielo plumbeo di fantozziana natura che non ci abbandonerà per il resto della vacanza, per le 6:30 in autostrada.
Finora qui tutto bene. Bhè si, alla fine siamo usciti dal programma di una sola mezz’oretta, “che sarà mai?”. Non sapendo che questa voglia sadomasochistica di darci a tutti i costi degli orari ci si ritorcerà contro più di quanto non ci si aspettasse.
Si carica così nell’autoradio il primo cd. Cd che sotto “minaccia” di spupazzarrsi per l’intero viaggio tutto il repertorio della mia musica (dicono) “trash”, i miei due compagnoni non hanno lesinato a portare. Detto ciò si estrae così l’arma segreta: “il telecomando dell’autoradio!”. Scopriremo solo poco più tardi, al primo tentativo di utilizzo, che si rivelerà del tutto inutile; non solo per la sua stessa natura (ma vi rendete conto! Un telecomando per autoradio!!!), ma soprattutto perché si ritrovava inesorabilmente con le pile scariche! Anche quest’ultimo caso sarà un duro monito per il resto dei giorni a venire. Non so’, forse perché questa volta gli aggeggi elettronici si sono “misteriosamente” moltiplicati in macchina, ma in questa occasione si sono ripresentate diverse altre occasioni di “impossibilità di utilizzo” causa batteria scarica e relativo formato di pila introvabile. E così il primo accroccrio elettronico inutile ci lascia a piedi, neanche partiti, per il resto della vacanza. Ma noi, non disperiamo, siamo solo al primo giorno “e avremo sicuramente modo di rifarci in seguito!” (se, seeee, come no!).
Il resto del viaggio procede tranquillo, unica nota positiva è la sosta in autogrill all’altezza di Brescia, dove giusto per fare una veloce colazione, ci imbattiamo nella visione paradisiaca di una giovane pulzella con un decoltè degno del paginone centrale di Playboy! Insomma per dirla alla Frankenstein Junior “mai visti due così!” (i "Knockers", che credete ;-)
Si insomma, una volta ripresi da questo lieto incontro, si fa incetta di altra cultura (termine che nel corso del viaggio prenderà tutt’altra notazione), e il nostro amico di mille avventure Rez recupera, ancora entusiasta del film appena visto al cinema, il libro della “Guerra dei mondi” di Wells (soprannominato per l’occasione “La guerra dei Tondi”). Libro che si rivelerà utile a tutto il piccolo gruppetto, in primo luogo a Markino, noto divoratoredilibri che dopo aver finito “Lo zen e l’arte del tiro con l’arco” troverà sollievo nei momenti liberi in queste pagine. Ma in definitiva anche al sottoscritto che, tra un fumetto, qualche libro di matematica e affini, e qualche pagina del santone “Mauro Corona” ex alcolista e sopravvissuto alla tragedia del Vajont, troverò distrazioni in questa ambientazione retrofuturistica di morte e distruzione.
A proposito di “cultura”: oltre che al suddetto libro, il buon Rez non dimentica di tirare su un paio di riviste (scusate ma non ricordo più il nome) di elaborazione per autoveicoli. Ora mi spiegate cosa c’entrano ragazze semi svestite, con automobili talmente smanettate e taroccate tanto d non sembrare più le macchine che erano?! Ma tant’è…
E così tra un rallentamento all’altezza di Vicenza e l’inevitabile coda al fatidico casello di Mestre ci buttiamo sulla strada che ci porterà a Udine, e così a Gemona. Voi forse non lo sapete ma quella è proprio una strada incredibile: più di 60 Km di strada completamente dritta! Avete presente i film dove si presentano i paesaggi Texani?! Strada dritta fino a perdita d’occhio e panorama attorno che si può riassumere in poche parole: nulla, nulla, mais, nulla, mais, vigneti, vigneti, vigneti, vigneti, vigneti, … (poi dicono che in Friuli c’è un serio problema di alcolismo…).
E così dopo circa 6 ore di viaggio da casa, per le 12:30 ci incontriamo con la nostra cara amica Giada che ci ospita con grande affetto nella sua casetta dove incontriamo i suoi genitori (che ci tengo particolarmente a ringraziare per la loro grande ospitalità e gentilezza), nonché il resto della allegra brigata.
Fatto un abbondante pranzo incominciamo a vedere come organizzarci per il pomeriggio: si insomma Chiara e Roal è la prima volta che si trovano da quelle parti, vorrebbero visitare i dintorni. Noi invece già “veri esperti” del luogo e un po’ stanchi dal viaggio vorremmo riposarci passando l’intero pomeriggio allo splendido lago di Cavazzo!
Incominciano le “vacanze insieme”. Decidiamo così, con estrema serenità, di dividerci, “tanto avremo un sacco di occasioni per stare insieme”, dandoci appuntamento per “mi raccomando non facciamo scherzi allo squillino di telefono in paese”.
Il pomeriggio passa così in spensieratezza in questo, almeno io ritengo, davvero suggestivo e rilassante posto, dove non solo è possibile sdraiarsi sul bagnasciuga della struttura pubblica così ben organizzata, per godersi i (non molti a dire la verità) caldi raggi di sole, ma dove soprattutto la fresca (anche troppo direi. Ma alla fine non si può avere tutto) e limpida acqua invita a bagnetti rigeneranti in un contesto tranquillo e davvero incantevole.
Si insomma dopo qualche ora, senza troppe storie, decidiamo che per oggi la gitarella a lago sia stata largamente soddisfacente. Così senza indugio alcuno rimettiamo insieme armi e bagagli per riavvicinarci in paese.
Qua fermi in un barettino locale, tra un’acqua tonica e una telefonata, nell’attesa dei nostri compagni di viaggio, vengo a scoprire che una mia cara ex collega trasferitasi ad Udine per motivi di lavoro mi invitava per un aperitivo e ovviamente per un paio di chiacchere nell’indomani pomeriggio. Deve essere all’ora che nella mia testa sono risuonate tremende le prime note di violini tipo “Profondo Rosso”, con relativa zumata sui miei occhi preoccupati, indicandomi una possibile causa di “guai in vista!”. “Ma come, ci si organizza da mesi per questa avventura di gruppo, e poi così di punto in bianco salta fuori che ti vuoi fare i cavoli tuoi?!”. In principio ho cercato di mediare, tra latro scoprendo con mia grande sorpresa di fare saltare progetti di partenza proprio per il preciso pomeriggio dell’indomani. Poi riuscito ad avere il benestare della comitiva mi sono così organizzato di conseguenza.
Ancora, a dire al verità, un po’ preoccupato, ci si organizza per la serata, che ovviamente non può che concludersi con una puntatina in una trattoria tipica nei pressi di San Daniele per assaggiare le prelibatezze del prosciutto omonimo.
Terminata la superba degustazione delle delizie locali, si paga il conto con l’immagine del cassiere che fa qualche leggera avances al nostro sfortunato Kinuccio (daltraparte l’ho sempre detto che è un ragazzo che piace…. :-D).
Si torna in paese giusto in tempo per un gelatone spettacolare formatofamiglia, dopo di chè a casa per la nanna.
Ormai il primo giorno è andato, e così nel mio bel lettuccio faccio un po’ il bilancio della giornata: tutto sommato buono. Il gruppo si deve ancora rodare per bene, ma sicuramente si è già formato un buon clima, forte del fatto che tutto sommato non siamo tra gente del tutto sconosciuta. Le battute simpatiche ispirate dai piccoli eventi della giornata si sprecano. Incominciano anche i nostri piccoli e divertenti tormentoni. Alla fine per dirla in termini ggiovani “ci si sta’ dentro”. Vediamo come butterà il resto del viaggio.
E su questi pensieri, ancora un po’ intimorito per la mia “insana iniziativa solitaria” che mi aspetta nell’indomani, prendo sonno.

Tutto questo e molto altro ancora, avrò modo di farvi presente nei prossimi giorni (impegni e imprevisti permettendo). State in ascolto, mi raccomando!
Ovviamente vi ringrazio ancora per il tempo concessomi. Baci a tutti, Marcello;-)

Tempo di ferie

Finalmente di rientro da questa ultima fatica. E così anche per questa volta l’annuale rito delle vacanze estive è stato consumato, portandosi con se i suoi immancabili doni sacrificali. Ebbene si miei cari, sia gioie che dolori (ovviamente tutto commisurato alle piccole cose di tutti i giorni). 10 giorni di ferie, di riposo, che mi sono state più che sufficienti! Adesso è ora di dire: “BASTA!”. Basta con il viaggio, basta con la lingua incomprensibile, basta con la voglia di fare gruppo, basta con le continue mediazioni, basta con i “colpi di stato”, basta con il tempo mogio, basta con le “vacanze intelligenti” e con le “vacanze culturali”, insomma: basta ferie!!! (Almeno fino al prossimo anno. Vi prego)
Ma andiamo con ordine.

Tempo di vacanze. È il “D-day”. Si, insomma, il momento di staccare definitivamente con la vita quotidiana. Di dare un definitivo taglio con la monotonia dei giorni di lavoro che si susseguono senza sosta, per dedicarsi definitivamente a se stessi. Per liberarsi così da ogni senso di oppressione, ritemprare le stanche membra. Per arrivare di nuovo carichi e ricchi di nuova voglia di spendersi nelle normali attività.
E così diversamente dai soliti giri d’amicizia si decide, una volta per tutte, di fare un bel gruppone di persone, perché non bisogna dimenticarsi che “più si è e più ci si diverte”. Ormai io e altri due “soci” ci siamo già largamente collaudati negli anni precedenti, facendo diversi giri sia in Italia che in Europa. Per cui per evitare di finire a continuare a rivedere le solite facce ci siamo detti: “e se per quest’anno facessimo qualcosa di diverso? Chessò allargare il gruppo della “gentaglia” e farci così un bel gironzo in quel di Auschwitz?”. E così è stato. Dopo aver messo in piedi la lieta compagnia composta per l’appunto da noi tre (Io, Kino e Rez), e un paio di coppiette (Giada e Fabrizio, Chiara e Roal), ci si dà appuntamento per la prima tappa di questa incredibile avventura: ovvero Gemona, (residenza estiva di Giada), per un viaggio tutto all’insegna della Cultura! Sarebbe stato troppo semplice andare in riviera romagnola, o in mete più esotiche. “Ormai noi siamo adulti, non abbiamo più bisogno di certe cose per divertirci”. “È bello fare gli alternativi, possiamo spassarcela facendo un viaggio culturale!”.