Tempo di ferie

Finalmente di rientro da questa ultima fatica. E così anche per questa volta l’annuale rito delle vacanze estive è stato consumato, portandosi con se i suoi immancabili doni sacrificali. Ebbene si miei cari, sia gioie che dolori (ovviamente tutto commisurato alle piccole cose di tutti i giorni). 10 giorni di ferie, di riposo, che mi sono state più che sufficienti! Adesso è ora di dire: “BASTA!”. Basta con il viaggio, basta con la lingua incomprensibile, basta con la voglia di fare gruppo, basta con le continue mediazioni, basta con i “colpi di stato”, basta con il tempo mogio, basta con le “vacanze intelligenti” e con le “vacanze culturali”, insomma: basta ferie!!! (Almeno fino al prossimo anno. Vi prego)
Ma andiamo con ordine.

Tempo di vacanze. È il “D-day”. Si, insomma, il momento di staccare definitivamente con la vita quotidiana. Di dare un definitivo taglio con la monotonia dei giorni di lavoro che si susseguono senza sosta, per dedicarsi definitivamente a se stessi. Per liberarsi così da ogni senso di oppressione, ritemprare le stanche membra. Per arrivare di nuovo carichi e ricchi di nuova voglia di spendersi nelle normali attività.
E così diversamente dai soliti giri d’amicizia si decide, una volta per tutte, di fare un bel gruppone di persone, perché non bisogna dimenticarsi che “più si è e più ci si diverte”. Ormai io e altri due “soci” ci siamo già largamente collaudati negli anni precedenti, facendo diversi giri sia in Italia che in Europa. Per cui per evitare di finire a continuare a rivedere le solite facce ci siamo detti: “e se per quest’anno facessimo qualcosa di diverso? Chessò allargare il gruppo della “gentaglia” e farci così un bel gironzo in quel di Auschwitz?”. E così è stato. Dopo aver messo in piedi la lieta compagnia composta per l’appunto da noi tre (Io, Kino e Rez), e un paio di coppiette (Giada e Fabrizio, Chiara e Roal), ci si dà appuntamento per la prima tappa di questa incredibile avventura: ovvero Gemona, (residenza estiva di Giada), per un viaggio tutto all’insegna della Cultura! Sarebbe stato troppo semplice andare in riviera romagnola, o in mete più esotiche. “Ormai noi siamo adulti, non abbiamo più bisogno di certe cose per divertirci”. “È bello fare gli alternativi, possiamo spassarcela facendo un viaggio culturale!”.

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