Attimi Zen

È evidente che se uno incomincia a citare robe, semplicemente riportandole come mero atto formale, vuole semplicemente significare che tale persona non ha molte altre argomentazioni da portare sul tavolo.

Vi stupirà sapere che anche il sottoscritto, al posto che curare con attenzione e meticolosità tale spazio, si limita ogni tanto a ricordare che esiste riproponendo cose che esistono da sempre in giro per la rete.... è chiaro che non sono proprio (un bloggernauta, un blogghista, un bloggatore, si, insomma) un Blogger modello (bella sega mentale. non è vero?!?)

Ma con questo dove voglio arrivare. Semplicemente a riportare in maniera asettica e decontestualizzata un passaggio del Buddha a proposito della consapevolezza dell'esitenza, ma sopratutto del vivere.

Non vuole essere una cosa pseudomisticanewage, ma semplicemente uno spunto di riflessione per tutte quelle volte che ci capita di farci scivolare addosso interi momenti della nostra esistenza come se niente fosse.

Un modo insomma di riuscire a vivere con un po' più di presenza ogni attimo della nostra vita, cercando di ricordare che è unico e irripetibile. Che non deve essere preso, così, troppo per scontato.

Così vi lascio con quete semplici parole a memoria (anche, ma forse sopratutto mia), di un impegno più concreto, per un nuovo anno che sta per sopraggiungere.

Un augurio di cuore a tutti.

Un grande bacio, sempre vostro e sempre con grande affetto,
M@rcello;-)



Mangiando un mandarino, non sapete che lo state mangiando. Non ne gustate la fragranza e la dolcezza. Sbucciando il mandarino, non sapete che lo state sbucciando; staccandone uno spicchio e portandolo alla bocca, non sapete che lo state staccando e portando alla bocca; gustando la fragranza e la dolcezza del mandarino, non sapete che ne state gustando la fragranza e la dolcezza. Così facendo, non potete apprezzarne la natura splendida e preziosa. Se non siete consapevoli di mangiarlo, il mandarino non è reale. Se il mandarino non è reale, neppure chi lo mangia è reale. Ecco cosa significa mangiare un mandarino senza consapevolezza.

(estratto da Vita di Siddharta il Buddha" di Thich Nhat Hanh)

Un'altra poesia

Mi rendo conto che la cosa possa sembrare dozzinale, ma siccome mi è arrivata per posta e tutto sommato il messaggio mi hacolpito, al posto di rigirarlo ignorantemente a tutti i miei contati lo pubblico sul mio blog a disposione della comunità.

Dunque, bando alle ciance e buona lettura.

Un bacio a tutti,
M@rcello;-)



A un bambino gli darei le ali, ma lascerei che da solo imparasse a volare.

Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia, ma con l'oblio.

Tante cose ho imparato da voi uomini...

Ho imparato che tutti quanti vogliono vivere sulla cima della montagna,
senza sapere che la vera felicità risiede nella forza di risalire la scarpata.

Ho imparato che quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno,
per prima volta, il dito del padre, lo racchiude per sempre.

Ho imparato che un uomo ha diritto a guardarne un altro dall'alto
solo per aiutarlo ad alzarsi.

Sono tante le cose che ho potuto apprendere da voi,
ma in verità a molto non avrebbero a servire,
perché quando mi metterete dentro quella borsa,
infelicemente starò morendo.

Dì sempre ciò che senti e fai ciò che pensi.

Se sapessi che oggi sarà l'ultimo giorno in cui ti vedrò dormire,
ti abbraccerei forte e pregherei il Signore
affinché possa essere il guardiano della tua anima.

Se sapessi che questa è l'ultima volta che ti vedo uscire dalla porta,
ti abbraccerei, ti bacerei, e ti richiamerei per dartene ancora.

Se sapessi che questa è l'ultima volta che ascolterò la tua voce,
registrerei ogni tua parola per poter riascoltarla una ed un'altra volta all'infinito.

Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti in cui ti vedo ti direi "ti amo"
senza assumere, scioccamente, che lo sai di già.

Sempre c'è un domani e la vita ci da un'altra opportunità per fare bene le cose,
ma se sbaglio e oggi è tutto ciò che mi resta, mi piacerebbe dirti che ti voglio bene, e che mai ti dimenticherò.

Il domani non è assicurato a nessuno, giovane o vecchio.

Oggi può essere l'ultimo giorno che vedi coloro che ami.
Perciò non aspettare più, fallo oggi, perché se il domani non dovesse mai arrivare,
sicuramente lamenterai il giorno che non hai preso tempo per un sorriso,
un abbraccio, un bacio, e che sarai stato troppo occupato per concederti un ultimo desiderio.

Mantieni coloro che ami vicini a te, di loro all'orecchio quanto ne hai bisogno,
amali e trattali bene, prenditi tempo per dirgli "mi dispiace", "perdonami",
"per piacere", "grazie" e tutte le parole d'amore che conosci.

Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti.

Chiedi al Signore la forza e la saggezza per saperli esprimere;
e dimostra ai tuoi amici quanto t'importano."

G. Garcia Marquez

bhè questa è una prova immagine


la presente è la foto del faccione del mitico spidy incontrato alla Mittika fiera di Lucca.

vissto che ho scoperto come si fa a caricare le foto sul blog, penso proprio che adesso incomncerò a metterle...

ciao a tutti,
Marcello

è da un po' che non mi faccio vivo :-(

vorrei innanzitutto scusarmi con i miei "innumerevoli fan" per non essermi fatto vivo sul blog da diverso tempo.

... purtroppo dovete comprendermi in quanto questo si è rivelato essere un periodo particolarmente intenso...

prossimamente conto di rifarmi vivo (magari con qualcosa di "barboso" che ho in "caldo da tempo").
dunque non disperate ;-)

vi ringrazio ancora tutti per la gentile attenzione.

un bacio a tutti, sempre vostro,
Marcello

La patata: ke passione!

Propio ieri sono stato ospite da amici in quel di Merate.

Ecco approfittando di questa occasione ci siamo anche fermati a fare un mezzo spuntino serale.
Dovete sapere che metre ero intento in altre facende alcuni dei miei ospiti sono andati a fare relativa incetta di approvigionamenti, e quando sono tornati, tra le tante "schifezze" repcuperate, indovinate cosa c'era?! Ebbene si anche le immancabili patatine fritte!
Ma non le solite patatine in pacchettini sfigati da bar, ma bensì quelle in formatofamiglia da ben 900g!!! Penso che in vita mia di non aver mai visto una cosa del genere! :-D

Comunque sia la serata è passata tranquilla e in allegria.
Anzi, Vorrei ringraziare di cuore per l'ospitalità il buon Perro, Alberto, Marina e tutto il gruppo del gOlem.

Ciao a tutti e baci,
Marcello

Chi trova un amico...

Eh, si, cari tutti. mai come in questo momento questo detto popolare mi è stato così concreto.
Ormai, già da qualche giorno, ho sostenuto il test d'ammissione alla facoltà d'ingeneria.
Sinceramente non so' dire come sia andata, e altrettanto sinceramente non ho ancora bene chiaro in testa dove mi porterà questa strada.

Comunque sia, fino a questo punto di questa mia avventura ho avuto il piacere di essere stato accompagnato da delle care persone che si sono rivelate davvero preziose.
  • In primo luogo vorrei ringraziare Ida e Moira che mi sono sempre state vicine e mi hanno sempre sostenuto.
  • Sicuramente un menzione va al mio carissimo amico (ormai Ing.) Bizio, che ha sempre avuto la pazienza di ascoltare i miei "sprolocui esistenziali" e aiutarmi quà e la' nello studio.
  • Non dimentichiamo l'attrettanto caro Kino, che ha sopportato e aggiustato (per quanto fosse in suo possesso) i miei dubbi riguardanti Fisica e Matematica.
  • Una nota particolare va a Giorgia che ha dedicato parte del suo prezioso tempo a infilare nella mia testaccia vuota come si risolvono le equazioni di 4° grado, il campo di appartenenza dell'equazioni con i moduli, la trigonometria spicciola e come si ricava l'area del triangolo eqilatero conoscendo solo la misura del lato.
  • Ringrazio di cuore laChiarina, che mi ha prestato i suoi appunti "for dummies" di matematica e l'eserciziario dell'appha test. Nonche per il, anche se molto a modo suo, costante appoggio.
  • Ad Aurora invece il merito di avermi fatto comprendere l'equazione della retta passante per "K", la distanza punto-retta, l'equazione della circonferenza e di come si ricava raggio e centro, l'equazione della parabola e tutte le cose associate ad essa (vertice, fuoco, direttrice).
  • Per Franzino, un grande abbraccio per tutta la pazienza dimostratami nello spiegarmi lo studio delle probabilità.
  • Infine, (ma non per importanza), a Raul che mi ha prestato il libro di teoria dell'Apha test, ma sopratutto per la sua immensa e cordiale gentilezza nel rendersi sempre disponibile per ogni mio dubbio.
Ecco, ripeto, non so' che "fine farò", ma di certo posso solo dire di aver trovato delle persone stupende che mi hanno saputo aiutarmi e starmi vicino con tanta pazienza.

Ecco, a voi tutti posso solo dirvi: "GRAZIE DI CUORE!"
Marcello ;-)

Martedì 2 Agosto

E così siamo giunti a l secondo giorno di ferie… Forse solo adesso incomincio a rendermene davvero conto.
Comunque sia la sveglia è abbastanza comoda. Io, non ancora abituato a “certi ritmi”, mi sveglio abbastanza presto, o se non altro molto prima di quanto non faranno i miei compagni, scoprendo con gran sorpresa che la cosa è condivisa anche dalla padrona di casa Giada.
Decidiamo allora di adoperarsi per il bene comune andando in paese a procurare colazione e quotidiani per tutti.
Si, insomma, la mattinata passa tranquilla. Si fa la spesa in previsione del viaggio imminente, ma soprattutto della gita improvvisata all’ultimo al mitico lago di Cavazzo per il pomeriggio.

Detto fatto, ci si organizza e si parte,anche questa volta sotto un cielo non molto clemente.
Io, che nel frattempo attendo l’ora per l’appuntamento ad Udine, mi aggrego alla compagnia per il tempo necessario, dopo di chè parto.

Durante il viaggio, continuano a farsi strada saltuarie riflessioni sulla mia “insana” condotta. “Dal’altra parte ho costretto il gruppo a rimandare la partenza di un giorno, nonché li ho lasciati in balia del brutto tempo al lago. Sono proprio uno sconsiderato”. “Ma che volete, questa per me è un occasione più unica che rara. Sarebbe davvero un peccato sprecarla così…”

Finalmente giungo a destinazione e così dopo aver celebrato i doverosi nonché gioisi e graditi riti d’incontro, vengo trascinato insieme ad una sua amica in un localino tipico del centro dove poter così degustare le prelibatezze locali.
A questo punto si fa strada, tra un bicchiere di vino e una chiacchierata, la proposta di andare ad una sagra paesana non molto distante da dove siamo ospitati, dove, così come l’8 Marzo si celebra “la Festa delle Donne”, lì il 2 Agosto si usa fare la “Festa degli Uomini”.
Temo che sia proprio in questo momento che, cercando di non dare troppo nell’occhio, il panico si impadronisce della mia espressione, ed un sottofondo musicale tipo colonna sonora della serie “lo Squalo”, incomincia a riecheggiarmi in testa: sento puzza di guai! Che sia ben chiaro, non in assoluto; ma semplicemente con la mia graziosa combriccola. Un altro imprevisto, un’altra cosa su cui poter discutere… noie; un sacco di noie e per giunta il viaggio in terra straniera non è ancora iniziato!

Dopo aver riflettuto per un po’ e considerato il benestare, quantomeno dei miei compagni di macchina, cedo alle continue insistenze della mia amica, a partecipare a questo “evento mondano”.
Appuntamento fissato per qualche ora più tardi.

Torno così alla casa forse con ancora più ansie e pensieri di quante non me ne sia fatti all’andata. Chissà, forse mi ponendo più problemi di quanti non ce ne siano in realtà. Forse sto’ facendo le cose più grandi di quanto non lo siano. Il problema e che “dovevamo essere una comitiva”, “un gruppo unito” e invece sono io che si fa bellamente i fatti propri! Per farla breve, spero tanto che la padrona di casa non se prenda più di tanto.

Insomma la situazione a casa sembra essere quantomeno tranquilla. Così una volta sistemati si parte per alla volta di questa sagra che, a quanto sentito dire, non dovrebbe trovarsi troppo lontano da noi.

E così sarebbe stato se si fosse conosciuto il posto esatto! Morale della favola ci troviamo a girare completamente una valle e così al posto che farci solamente 15 km, ce ne spariamo 50! In stradine buie e impervie lanciati a “velocità folle”, folle come chi, precedendoci con la propria auto, ci indicava la strada.

Finalmente giungiamo al fatidico posto, e li seguendo a piedi una stradina completamente buia ci buttiamo nel cuore della festa.

Vi lasci immaginare i gadget nonché i nomi delle cibarie in esposizione, in una festa dedicata agli uomini! Membri maschili di ogni forma e dimensione disegnati e replicati su ogni sorta di oggetto (grembiuli, portachiavi, forme di pane, …).

In men che non si dica siamo trascinati su un tavolo, con una bella bottiglia di vino, un polletto arrosto, costinazze a volontà, e un bel piatto di “testicolata”.

La serata passa lieta tra un bicchiere di vino, due chiacchiere, e lo sproloquio di un fantomatico comico locale, fino a quando non si giunge all’evento cloù! La sfilata degli uomini!

Dovete sapere che a quanto pare in questo posticino dimenticato dal Signore, vi è la tradizione ,in questa giornata di festa a tema, di fare eleggere da una giuria composta rigorosamente da sole donne, l’uomo dell’anno!
Ovviamente, così come il resto della festa, tutto si svolge nello stile più goliardico possibile, e devo ammettere che nel complesso risulta anche essere abbastanza divertente.

Comunque sia l’ora incomincia a farsi tarda. Non dimentichiamoci che domani si parte! È così salutato i nostri cari ospiti, ci riavviciniamo a casa.

Anche questa giornata si conclude. Domani incomincia il “viaggio serio”! Buona notte.

Virus, Spam, Spyware (dalle minacce più evidenti a quelle più nascoste) - Virus

Mi dispiace, cari tutti, ma siccome non ho ancora pronto il resoconto delle altre giornate di ferie, mi sa che dovrete cuccarvi il rposeguio dei miei sprolocui informatici.
Finalmente oggi si entra più nel merito della questione. Così andremo ad analizzare meglio cosa sono i "Virus". Per i "Worm", pensavo di fare una sezione a posta in quanto l'argomento è leggermente più ampio e complesso.

Come al solito chiunque sia interessato ringrazio per l'attenzione!
Ci terrei ad avere commenti costruttivi in merito (che dite può interessare il mio lavoro?).
Baci,
Marcello;-)




Virus Informatici

Il termine Virus prende spunto dalla sua controparte biologica. Ovvero, ispirano il proprio funzionamento a due semplici caratteristiche: necessitano di avere un ospite su cui vivere e proliferare a discapito del soggetto stesso e di un veicolo per potersi propagare da un individuo all’altro; proprio come succede con quelli biologici.

I virus informatici, abbiamo già accennato prima, sono nientemeno che dei programmi progettati per produrre dei funzionamenti non tipici al sistema ospite.
Se è vero che mandando in esecuzione un’applicazione ci si aspetta che sia utile per il nostro lavoro, è altrettanto vero che se questa applicazione è progettata per fare dei danni, siamo pur certi che li farà.

Questi programmi sono studiati per eseguire operazioni di vario genere.
Cancellazioni di archivi, apparizioni di messaggi (di vario genere) a video, controllo del puntatore del mouse, sono solo degli esempi di cosa può comportare essere affetti da un programma “non conforme”.

C’è d’aggiungere una precisazione. Questo genere di minaccia è praticamente caduta in disuso da quando sono state introdotte nuove tecniche di concepire i sistemi operativi (l’ospite) e da quando i canali di trasmissione tradizionali sono stati presto soppiantati da mezzi più veloci ed efficienti come ad esempio l’accesso ad Internet (il veicolo).
Infatti, il funzionamento dei virus si basa principalmente sul presupposto che i vecchi sistemi erano in grado di eseguire esclusivamente un’applicazione (un unico programma) alla volta (questi sistemi si definiscono monotask). A questo punto se il sistema è impegnato nell’esecuzione di un programma, non è possibile fare nient’altro; tantomeno mandare “in circolo” del codice virus. Viceversa se il sistema è impegnato nell’esecuzione di codice sconosciuto non potrà dare disponibilità all’utente di fare altro, fornendo così forti sospetti sulla sua attendibilità. Dunque, per permettere l’esecuzione di codice maligno senza destare sospetti, bisogna approfittare del fatto che il sistema è impegnato a mandare in esecuzione codice lecito.
A questo scopo le strategie possibili da attuare si possono dividere in quattro grandi categorie di virus:

  • Virus del settore d’avvio
  • Virus di Programma
  • Virus delle Macro
  • Bombe Logiche

Virus del settore d’avvio

Generalmente un sistema operativo non è in grado di avviarsi da solo. È importante eseguire una semplice procedura che ne permetta il suo corretto avviamento.

Nel primo settore delle memorie di massa (il disco fisso, floppy, …) dei computer, esiste un’area che viene utilizzata nella fase di avvio del sistema (Boot Strap).
In quest’area chiamata MBR (Master Boot Record) viene depositato un programmino chiamato Boot Loader che viene mandato in esecuzione in primissima battuta, prima addirittura di qualsiasi sistema operativo, e proprio per farlo avviare.
Generalmente in questa fase il computer procede così alla rilevazione di un Boot Loader valido andando a controllare in sequenza i settori d’avvio delle memorie di massa rilevate (lettori floppy, lettori cd-rom, dischi fissi, …) e mandandone in esecuzione il primo che risulta valido (viceversa si otterranno messaggi d’errore tipo: …)

Va da sé che, così come viene eseguito il codice nei primi settori del disco (il Boot Loader) per far avviare un sistema operativo, è possibile avviare un qualsiasi altro codice, magari maligno (che una volta lanciato è libero di fare quello per cui è stato progettato a fare). E magari, per non destare troppi sospetti, rimandare il controllo del sistema al Boot Loader originale.

Tornando però ad un discorso più pertinente, considerato che a questo punto abbiamo solo definito l’ospite, in che modo si può diffondere un virus di questo genere? Generalmente il veicolo utilizzato è proprio il settore di avvio di un’unità infetta (magari le stesse unità floppy che vengono lasciate sbadatamente inseriti nel lettore in fase di accensione della macchina ;-).

Virus di programma

In questa categoria forse ricadono quello che nell’immaginario collettivo è più associabile al termine “Virus Informatico”. Si trattano di veri e propri programmi studiati e progettati per eseguire codice malizioso. Le tecniche per mandare in esecuzione questo codice sono le più diverse, una su tutte però si può citare la strategia di utilizzare come veicolo i file eseguibili presenti nella macchina ospite.
Il codice virus si “inserisce” in uno dei tanti eseguibili di comprovata e indubbia fiducia presente nel sistema, e aspetta che l’ignaro utente o sistema lo avvii durante la sua normale attività.
Una volta che questo programma verrà mandato in esecuzione anche la parte del codice virus verrà attivata, con tutto quello che ne comporta!
A questo punto, una volta che il virus è stato eseguito, può rimanere residente in memoria e infettare uno dopo l’altro tutti i file eseguibili che gli capitano a tiro (in questo modo avrà molte più probabilità di riessere mandato in esecuzione in un secondo momento, ovvero al successivo riavvio della macchina).

Virus delle Macro

Negli ultimi anni il pacchetto software per l’Office Automation di casa Microsoft (ovvero MS Office) ha avuto un’indubbia evoluzione (sia funzionale che di fama): i semplici programmi per la gestione della videoscrittura o di fogli elettronici si sono presto trasformati in complessi programmi “tuttofare”.

In questo senso una trasformazione significativa riguarda senza dubbio l’introduzione, da diverse versioni a questa parte, di un vero e proprio ambiente di sviluppo Visual Basic.
Produrre Macro dunque significa che, chiunque ne abbia le adeguate competenze, può creare complessi fogli di lavoro capaci di svolgere autonomamente compiti diversi.

Risulta evidente così che produrre codici Macro significa non solo avere la possibilità di produrre codici “benigni” ma altresì creare dei veri e propri programmi virus che come veicolo sfruttano proprio i documenti prodotti con questi applicativi.
Un esempio di Macro Virus può essere un correttore automatico che sostituisce una parola con un’altra quando digitata.

Bombe logiche

Se lo scopo di un virus può essere quello di riuscire a proliferare e diffondersi, allora perché non approfittarne per lasciare un segno del proprio passaggio?
Nelle Bombe Logiche l’effetto di questi “passaggi” generalmente avviene in momenti ben definititi, come date di anniversari o ricorrenze particolari o semplicemente a scadenze regolari come il primo del mese e così via. Ovviamente il risultato di questo effetto varierà a seconda della volontà di chi l’ha progettato.

Lunedì 1 Agosto

Partenza programmata “mi raccomando per le 6:00 esatte, puntuali!”. Bhè, si sa’, alla fine sono intenzioni che contano, così caricata la macchina con le ultime cose, che sembrano essere proprio quelle “essenziali” che servono per sopravvivere per un’avventura in Africa tipo “Cammel Trophy” piuttosto che un’escursione di una quindicina di giorni a qualche centinaio di chilometri da casa, e azzerato il computerino di bordo, si ci si butta, sotto un cielo plumbeo di fantozziana natura che non ci abbandonerà per il resto della vacanza, per le 6:30 in autostrada.
Finora qui tutto bene. Bhè si, alla fine siamo usciti dal programma di una sola mezz’oretta, “che sarà mai?”. Non sapendo che questa voglia sadomasochistica di darci a tutti i costi degli orari ci si ritorcerà contro più di quanto non ci si aspettasse.
Si carica così nell’autoradio il primo cd. Cd che sotto “minaccia” di spupazzarrsi per l’intero viaggio tutto il repertorio della mia musica (dicono) “trash”, i miei due compagnoni non hanno lesinato a portare. Detto ciò si estrae così l’arma segreta: “il telecomando dell’autoradio!”. Scopriremo solo poco più tardi, al primo tentativo di utilizzo, che si rivelerà del tutto inutile; non solo per la sua stessa natura (ma vi rendete conto! Un telecomando per autoradio!!!), ma soprattutto perché si ritrovava inesorabilmente con le pile scariche! Anche quest’ultimo caso sarà un duro monito per il resto dei giorni a venire. Non so’, forse perché questa volta gli aggeggi elettronici si sono “misteriosamente” moltiplicati in macchina, ma in questa occasione si sono ripresentate diverse altre occasioni di “impossibilità di utilizzo” causa batteria scarica e relativo formato di pila introvabile. E così il primo accroccrio elettronico inutile ci lascia a piedi, neanche partiti, per il resto della vacanza. Ma noi, non disperiamo, siamo solo al primo giorno “e avremo sicuramente modo di rifarci in seguito!” (se, seeee, come no!).
Il resto del viaggio procede tranquillo, unica nota positiva è la sosta in autogrill all’altezza di Brescia, dove giusto per fare una veloce colazione, ci imbattiamo nella visione paradisiaca di una giovane pulzella con un decoltè degno del paginone centrale di Playboy! Insomma per dirla alla Frankenstein Junior “mai visti due così!” (i "Knockers", che credete ;-)
Si insomma, una volta ripresi da questo lieto incontro, si fa incetta di altra cultura (termine che nel corso del viaggio prenderà tutt’altra notazione), e il nostro amico di mille avventure Rez recupera, ancora entusiasta del film appena visto al cinema, il libro della “Guerra dei mondi” di Wells (soprannominato per l’occasione “La guerra dei Tondi”). Libro che si rivelerà utile a tutto il piccolo gruppetto, in primo luogo a Markino, noto divoratoredilibri che dopo aver finito “Lo zen e l’arte del tiro con l’arco” troverà sollievo nei momenti liberi in queste pagine. Ma in definitiva anche al sottoscritto che, tra un fumetto, qualche libro di matematica e affini, e qualche pagina del santone “Mauro Corona” ex alcolista e sopravvissuto alla tragedia del Vajont, troverò distrazioni in questa ambientazione retrofuturistica di morte e distruzione.
A proposito di “cultura”: oltre che al suddetto libro, il buon Rez non dimentica di tirare su un paio di riviste (scusate ma non ricordo più il nome) di elaborazione per autoveicoli. Ora mi spiegate cosa c’entrano ragazze semi svestite, con automobili talmente smanettate e taroccate tanto d non sembrare più le macchine che erano?! Ma tant’è…
E così tra un rallentamento all’altezza di Vicenza e l’inevitabile coda al fatidico casello di Mestre ci buttiamo sulla strada che ci porterà a Udine, e così a Gemona. Voi forse non lo sapete ma quella è proprio una strada incredibile: più di 60 Km di strada completamente dritta! Avete presente i film dove si presentano i paesaggi Texani?! Strada dritta fino a perdita d’occhio e panorama attorno che si può riassumere in poche parole: nulla, nulla, mais, nulla, mais, vigneti, vigneti, vigneti, vigneti, vigneti, … (poi dicono che in Friuli c’è un serio problema di alcolismo…).
E così dopo circa 6 ore di viaggio da casa, per le 12:30 ci incontriamo con la nostra cara amica Giada che ci ospita con grande affetto nella sua casetta dove incontriamo i suoi genitori (che ci tengo particolarmente a ringraziare per la loro grande ospitalità e gentilezza), nonché il resto della allegra brigata.
Fatto un abbondante pranzo incominciamo a vedere come organizzarci per il pomeriggio: si insomma Chiara e Roal è la prima volta che si trovano da quelle parti, vorrebbero visitare i dintorni. Noi invece già “veri esperti” del luogo e un po’ stanchi dal viaggio vorremmo riposarci passando l’intero pomeriggio allo splendido lago di Cavazzo!
Incominciano le “vacanze insieme”. Decidiamo così, con estrema serenità, di dividerci, “tanto avremo un sacco di occasioni per stare insieme”, dandoci appuntamento per “mi raccomando non facciamo scherzi allo squillino di telefono in paese”.
Il pomeriggio passa così in spensieratezza in questo, almeno io ritengo, davvero suggestivo e rilassante posto, dove non solo è possibile sdraiarsi sul bagnasciuga della struttura pubblica così ben organizzata, per godersi i (non molti a dire la verità) caldi raggi di sole, ma dove soprattutto la fresca (anche troppo direi. Ma alla fine non si può avere tutto) e limpida acqua invita a bagnetti rigeneranti in un contesto tranquillo e davvero incantevole.
Si insomma dopo qualche ora, senza troppe storie, decidiamo che per oggi la gitarella a lago sia stata largamente soddisfacente. Così senza indugio alcuno rimettiamo insieme armi e bagagli per riavvicinarci in paese.
Qua fermi in un barettino locale, tra un’acqua tonica e una telefonata, nell’attesa dei nostri compagni di viaggio, vengo a scoprire che una mia cara ex collega trasferitasi ad Udine per motivi di lavoro mi invitava per un aperitivo e ovviamente per un paio di chiacchere nell’indomani pomeriggio. Deve essere all’ora che nella mia testa sono risuonate tremende le prime note di violini tipo “Profondo Rosso”, con relativa zumata sui miei occhi preoccupati, indicandomi una possibile causa di “guai in vista!”. “Ma come, ci si organizza da mesi per questa avventura di gruppo, e poi così di punto in bianco salta fuori che ti vuoi fare i cavoli tuoi?!”. In principio ho cercato di mediare, tra latro scoprendo con mia grande sorpresa di fare saltare progetti di partenza proprio per il preciso pomeriggio dell’indomani. Poi riuscito ad avere il benestare della comitiva mi sono così organizzato di conseguenza.
Ancora, a dire al verità, un po’ preoccupato, ci si organizza per la serata, che ovviamente non può che concludersi con una puntatina in una trattoria tipica nei pressi di San Daniele per assaggiare le prelibatezze del prosciutto omonimo.
Terminata la superba degustazione delle delizie locali, si paga il conto con l’immagine del cassiere che fa qualche leggera avances al nostro sfortunato Kinuccio (daltraparte l’ho sempre detto che è un ragazzo che piace…. :-D).
Si torna in paese giusto in tempo per un gelatone spettacolare formatofamiglia, dopo di chè a casa per la nanna.
Ormai il primo giorno è andato, e così nel mio bel lettuccio faccio un po’ il bilancio della giornata: tutto sommato buono. Il gruppo si deve ancora rodare per bene, ma sicuramente si è già formato un buon clima, forte del fatto che tutto sommato non siamo tra gente del tutto sconosciuta. Le battute simpatiche ispirate dai piccoli eventi della giornata si sprecano. Incominciano anche i nostri piccoli e divertenti tormentoni. Alla fine per dirla in termini ggiovani “ci si sta’ dentro”. Vediamo come butterà il resto del viaggio.
E su questi pensieri, ancora un po’ intimorito per la mia “insana iniziativa solitaria” che mi aspetta nell’indomani, prendo sonno.

Tutto questo e molto altro ancora, avrò modo di farvi presente nei prossimi giorni (impegni e imprevisti permettendo). State in ascolto, mi raccomando!
Ovviamente vi ringrazio ancora per il tempo concessomi. Baci a tutti, Marcello;-)

Tempo di ferie

Finalmente di rientro da questa ultima fatica. E così anche per questa volta l’annuale rito delle vacanze estive è stato consumato, portandosi con se i suoi immancabili doni sacrificali. Ebbene si miei cari, sia gioie che dolori (ovviamente tutto commisurato alle piccole cose di tutti i giorni). 10 giorni di ferie, di riposo, che mi sono state più che sufficienti! Adesso è ora di dire: “BASTA!”. Basta con il viaggio, basta con la lingua incomprensibile, basta con la voglia di fare gruppo, basta con le continue mediazioni, basta con i “colpi di stato”, basta con il tempo mogio, basta con le “vacanze intelligenti” e con le “vacanze culturali”, insomma: basta ferie!!! (Almeno fino al prossimo anno. Vi prego)
Ma andiamo con ordine.

Tempo di vacanze. È il “D-day”. Si, insomma, il momento di staccare definitivamente con la vita quotidiana. Di dare un definitivo taglio con la monotonia dei giorni di lavoro che si susseguono senza sosta, per dedicarsi definitivamente a se stessi. Per liberarsi così da ogni senso di oppressione, ritemprare le stanche membra. Per arrivare di nuovo carichi e ricchi di nuova voglia di spendersi nelle normali attività.
E così diversamente dai soliti giri d’amicizia si decide, una volta per tutte, di fare un bel gruppone di persone, perché non bisogna dimenticarsi che “più si è e più ci si diverte”. Ormai io e altri due “soci” ci siamo già largamente collaudati negli anni precedenti, facendo diversi giri sia in Italia che in Europa. Per cui per evitare di finire a continuare a rivedere le solite facce ci siamo detti: “e se per quest’anno facessimo qualcosa di diverso? Chessò allargare il gruppo della “gentaglia” e farci così un bel gironzo in quel di Auschwitz?”. E così è stato. Dopo aver messo in piedi la lieta compagnia composta per l’appunto da noi tre (Io, Kino e Rez), e un paio di coppiette (Giada e Fabrizio, Chiara e Roal), ci si dà appuntamento per la prima tappa di questa incredibile avventura: ovvero Gemona, (residenza estiva di Giada), per un viaggio tutto all’insegna della Cultura! Sarebbe stato troppo semplice andare in riviera romagnola, o in mete più esotiche. “Ormai noi siamo adulti, non abbiamo più bisogno di certe cose per divertirci”. “È bello fare gli alternativi, possiamo spassarcela facendo un viaggio culturale!”.

Sono un "Tamarro", "e me ne vanto..." :-D

Se ancora non vi dovvesse essere già abbastanza chiaro da quanto emerso sul mio profilo o dagli articoli da me publicati, ma purtroppo temo che rimarrò sempre un inguaribile nostalgico del genere trash, specialmente quello anni '80; quello del tipo che solo quella decade "fortunata" e priva di ogni senso del pudore, è riuscita ad esserne così degna esponente.

Detto questo volevo segnalarvi, anche in onore di quei pochi che condividono questa mia "insana" passione, un sito http://www.hokutoaudioteca.it/ fatto da dei mittttici "scellerati" i quali si sono dilettati nel riportare ai posteri delle vere e proprie perle di cultura tratte dalla produzione cinematografica nostrana e non, che sicuramente fanno anche parte del vostro bagaglio culturale (e non dite che non sia così perchè NON CI CREDO!!!).

Comunque sia credo di fare cosa gradita sia a voi che agli autori di contanta fatica, perchè davvero hanno tutta la mia stima (grazie davvero! ;-).

Granzie ancora a tutti per l'ascolto, vostro,
Marcello.

p.s.: Volevo approfittare di questo post per ringraziare la mia carissima amica Ida che porprio ieri sera mi ha regalato una bellissima amaca portatile. Ti garantsco che in ferie avrò modo di usarla! GRAZIE ANCORA MILLE PER IL BEL PENSIERO!!! :-*

A proposito lunedì sparisco per una quindicina di giorni (bhè, mi sono meritato un po' di riposo oppure no?!), per cui ci risentiremo tra un po'. Conto di prende qualche appunto di viaggio quà e là, di modo che al rientro possa illustrarvi sulla mia "entusiasmante" e "strepitosa" vacanza! Bacia tutti allora; a chi resta, a chi parte, ma sopratutto chi si diverte nelle vacanze! ;-)

"Lo diceva Neruda che di giorno si suda ..."

Chi mi conosce sa che queste cose non sono da me (visto e considerato alto livello di inioranza ;-), ma ho letto questa poesiola appesa sul muro di un ufficio che mi ha molto colpito.
Vorrei riporvela (visto che il blog non vuole essere che una bacheca dove appuntare dei pensieri).

Ciao a tutti e buona lettura.
Baci,
Marcello



Lentamente muore (Pablo Neruda)


Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

... in vena di revival, ovvero: "I Ragazzi della Terza C"

Non so' mi capita a volte, nelle nottate particolarmente agitate (o troppo calde, infastidito dalle zanzare o semplicemente o troppo stanco o troppo poco ;-) di svegliarmi nel cuore della notte, e cosi di gettarmi nella visione di qualche programma televisivo che mi concili il sonno.
Così mi capita di beccare su "Itaaaaaaaaaalia UUUnooooooo", ennessime repliche di produzioni di secoli fa' (bhè, d'altra parte alle quattroellamattina chi cavolo volete che si metta a seguire certe cose...). E tra una balla e l'altra ecco spuntare alcuni episodi della mitica serie dei "Regazzi della Terza C".
Ogni volta che mi ricapita, mi tornao alla mente quei "lontani giorni"! Si insomma tanta gioia, nostalgia e commozione nel riprovare lontane sensazioni infantili.
Comunque rimangono delle serie strepitose! Penso che rimangano alla pari dei serial americani tipo "Supercar", "A-Team" e soci. (comunque per ogni dettaglio date pure un okkio quì: http://ragazziterzac.altervista.org/home.html).

Ah, a proposito, poi il sonno sopraggiunge... :-D

Ciao a tutti e ancora grazie per l'ascolto!
Baci,
Marcello

De Andrè: che "strana" scoperta

Di recente, per una serie di situazioni, mi sono ritrovato ad ascoltare per la prima volta in vita, le canzoni del compianto Fabrizio De Andrè.
Devo ammettetere che nelle mia "immensa inioranza", mi hanno favorevolmente sorpreso; da quelle più famose a quelle un po' più impegnate, e sinceramente mi hanno fatto comprende quanto fosse davvero un'artista con la "A" maiuscola.
Siccome mi sto' abbastanza "strippando", vorrei condividere con voi questa mia improvvisa passione lasciandovi quì di seguito il testo di una canzoncina davvero divertente (per le musiche sono sicuro che qualche vostro amico un po' appassionato possa fornirvele di buon grado ;-)

Ciao a tutti e buona .... (lettura? ascolto? bhè, si, insomma, fate un po' voi.... ;-),
Marcello



Carlo Martello Ritorna Dalla Battaglia Di Poitiers

Re Carlo tornava dalla guerra
lo accoglie la sua terra
cingendolo d'allor

al sol della calda primavera
lampeggia l'armatura
del sire vincitor

il sangue del principe del Moro
arrossano il ciniero
d'identico color

ma più che del corpo le ferite
da Carlo son sentite
le bramosie d'amor

"se ansia di gloria e sete d'onore
spegne la guerra al vincitore
non ti concede un momento per fare all'amore

chi poi impone alla sposa soave di castità
la cintura in me grave
in battaglia può correre il rischio di perder la chiave"

così si lamenta il Re cristiano
s'inchina intorno il grano
gli son corona i fior

lo specchi di chiara fontanella
riflette fiero in sella
dei Mori il vincitor

Quand'ecco nell'acqua si compone
mirabile visione
il simbolo d'amor

nel folto di lunghe trecce bionde
il seno si confonde
ignudo in pieno sol

"Mai non fu vista cosa più bella
mai io non colsi siffatta pulzella"
disse Re Carlo scendendo veloce di sella

"De' cavaliere non v'accostate
già d'altri è gaudio quel che cercate
ad altra più facile fonte la sete calmate"

Sorpreso da un dire sì deciso
sentendosi deriso
Re Carlo s'arrestò

ma più dell'onor potè il digiuno
fremente l'elmo bruno
il sire si levò

codesta era l'arma sua segreta
da Carlo spesso usata
in gran difficoltà

alla donna apparve un gran nasone
e un volto da caprone
ma era sua maestà

"Se voi non foste il mio sovrano"
Carlo si sfila il pesante spadone
"non celerei il disio di fuggirvi lontano,

ma poiché siete il mio signore"
Carlo si toglie l'intero gabbione
"debbo concedermi spoglia ad ogni pudore"

Cavaliere egli era assai valente
ed anche in quel frangente
d'onor si ricoprì

e giunto alla fin della tenzone
incerto sull'arcione
tentò di risalir

veloce lo arpiona la pulzella
repente la parcella
presenta al suo signor

"Beh proprio perché voi siete il sire
fan cinquemila lire
è un prezzo di favor"

"E' mai possibile o porco di un cane
che le avventure in codesto reame
debban risolversi tutte con grandi puttane,

anche sul prezzo c'è poi da ridire
ben mi ricordo che pria di partire
v'eran tariffe inferiori alle tremila lire"

Ciò detto agì da gran cialtrone
con balzo da leone
in sella si lanciò

frustando il cavallo come un ciuco
fra i glicini e il sambuco
il Re si dileguò

Re Carlo tornava dalla guerra
lo accoglie la sua terra
cingendolo d'allor

al sol della calda primavera
lampeggia l'armatura
del sire vincitor

Appunti .... si continua

con questa si continua la mia "mitica" sezione "guaradacometisistemol'utentequandoimaparaadusarelatesta".
incominciamo ad entrare un po' più nel vivo della quastione. per ora iniziamo a fare una veloce panoramica su tutto quello che ci aspetta nelle "prossime puntate".

ciao a tutti e buona lettura,
Marcello

Virus, Spam, Spyware (dalle minacce più evidenti a quelle più nascoste) - Cap 1

Capitolo 1: Malware: cosa sono…




Prima di entrare nel vivo della discussione, ovvero come proteggersi da esecuzioni di codici malware, è indispensabile capire da che cosa dobbiamo difenderci. Conoscere il funzionamento di queste possibili minacce, aiuta così a creare le adeguate strategie da adottare.

Nella categoria dei malware, abbiamo già accennato, non esistono solo i "famigerati "Virus Informatici. Infatti negli ultimi anni si sono aggiunte nuove tipologie di codici maliziosi.

Abbastanza evidenti sono le ultime esplosioni, a livello mondiale, di attacchi dovuti a Worm o, ai meno evidenti ma non meno pericolosi Troian Horse. Questi malware rischiano di pregiudicare in maniera reale la sicurezza di un sistema informatico, dando modo a possibili malintenzionati di accedere a dati riservati o controllare a distanza decine, se non centinaia di migliaia di macchine per sferrare attacchi DDoS (Distribuited Denial of Service) contro qualunque bersaglio, a loro discrezione.

Se poi si vuole continuare a considerare l’ormai indispensabile posta elettronica, si può tranquillamente arrivare alle famosissime catene di S. Antonio, veri tormenti quotidiani per chiunque abbia necessità di usare questo prezioso strumento.
Ma tra i messaggi che rischiano di compromettere seriamente il funzionamento delle macchine esistono gli immancabili messaggi bufala (in gergo Hoax). I più comuni sono quelli che allarmano gli ignari utenti riguardo la possibile presenza nel proprio computer di virus dormienti potentissimi “che neanche gli esperti del settore sono in grado di rilevare”, e che in caso di attivazione “potrebbero causare danni irreparabili”, sollecitando l’utente a combinare disastri sul proprio sistema. Infatti, come se non bastasse gli stessi messaggi contengono tutta una serie di procedure e consigli per il “sicuro ripristino del sistema” (“in barba a quei malviventi che ci avevano provato…”) che spingono l’utente, rassicurato da un questo tempestivo avviso, ad effettuare manovre che rischiano di manomettere irreparabilmente il sistema.

Ancora sul tema “messaggi spazzatura” sono diventate sempre più frequenti e preoccupanti le continue e insistenti comunicazioni pubblicitarie non richieste. Questi messaggi, detti anche Spam, rendono continuamente più difficili tutte le comunicazioni via posta elettronica.

Continuando, si può parlare del problema dei programmi spia (Spyware) che, se nel caso più semplice controllano l’accesso a dei banner presenti sul web o in alcuni programmi (e in questo caso prendono il nome di Adware), in casi ben più gravi possono registrare tutte le battute delle lettere della nostra tastiera, con prevedibili effetti dirompenti sui nostri beni.

In ultima analisi è importante considerare come a tutto ciò si possa mettere rimedio non solo utilizzando adeguati strumenti di protezione, ma anche avendo una certa cura e attenzione su quel che si fa’, tenendo sempre presente che a volte i nostri “presunti innocui comportamenti” influenzano la sicurezza di altri sistemi e utenti a noi collegati.

commenti anonimi? perhè no!

cari tutti, da ieri ho attivato la possibilità di inserire commenti ai miei articoli, anche se non si è registrati al servizio.
il mio suggerimento rimane comunque di lasciare comunque una firma alla fine del commento, nonchè di sfruttare questa nuova possibilità in maniera pertinente! non fatemene pentire!!!
anche perchè a questo punto, in tal modo si possono innescare anche dei bei diabattiti su argomenti proposti! non credete allora che non ne valga la pena?

okkei, per ora può bastare.
ci si sente alla prossima, vostro,
Marcello

una festa cha vale un frigorifero!

ieri sera sono stato invitato ad una festa di laurea di un mio amico.

ecco, questo simpatico personaggio, insieme ad altri soci "colaurenati", hanno pensato bene di organizzare una bella festicciola in un luogo isolato lontano dalle case e dalla civiltà (si, insomma in una radura in mezzo ad un boschetto).

di certo questo non ha scoraggiato i nostri intrepidi giovini, i quali senza timore alcuno hanno pensato di fare le cose in grande, invitando un sacco di loro amici, e preoccupandosi che a questi non mancassero ogni sorta di confort e attenzioni degne di quest'evento.

e così tra tavoli e panche pieghevoli (degne delle migliori sagre paesane) , supergriglia per cuocere salsicce e carne a volontà, palco per i complessini rock compreso di amplificatori, microfoni e tutto quanto il necessario per una buona acustica, fari alogeni e (ovviamente) relativi generatori da cantiere per tenere insime tutto quanto, ci si è gettati senza troppa difficoltà nel clima giusto! ma che cosa ad una festa non deve mai mancare? non vogliamo forse parlare della tanto necessaria scorta di birra per rendere la festa una VERA FESTA?

per cui, i nostri baldi, siccome trovatisi in luoghi ameni e poco "ospitali", hanno escogitato un semplice ma efficace metodo per rendere tutto quel "nettare degli dei" sufficentemente fresco per essere giustamente deliziato.

immaginatevi allora un frigorifero da cucina, recuperato (e ovviamente adeguatamente pulito come si deve)
da una discarica, sdraiato sulla lunghezza con le porte rivolte verso l'alto e riempito per metà di ghiaccio e per l'altra di di lattine birra!!! davvero uno spasso!

alla fine la serata si è conclusa nel mgliore dei modi. tutti si sono divertiti, senza troppe esagerazioni e io devo ringraziare non solo Paolo (il festeggiato) che ha reso possibile tutto ciò, ma anche Banjo, Luca, Chiara e Vale che mi sono stati di gran compagnia.

ciao a tutti belli e alla prossima!
grazie di tutto,
M@rcello;-)

adesso che ho un blog, cosa me ne faccio?

.. no, dai, la cosa è meno tragica di quanto lascio intendere.... il discorso e che questa nuova opportunità mi mette di fronte ad una serie di questioni. il modo dei blog, per ora mi è ancora sconosciuto e conto che col tempo possa migliorare il mio rapporto con questo interessante strumento.
per ora, miei cari, mi sa che dovrete sorbirvi articoli misti (si insomma non contate che gli dia un taglio "ben preciso"). dalle cose più serie a quelle più demenziali, da quelle più articolate a quelle molto più leggere.
l'unica cosa che non vorrei, in queste mie produzioni, e nel offendere qualcuno. per cui dovessi essere decisamente fuoriluogo vi chiederi di ricondurmi "sulla retta via".

grazie a tutti per la gentile attenzione. ci si sente a presto, vostro,
M@rcello;-)

Virus, Spam, Spyware (dalle minacce più evidenti a quelle più nascoste) - Prefazione

Il computer è uno strumento estremamente potente e versatile e, nelle sue ultime evoluzioni, in grado di eseguire milioni se non miliardi di operazioni al secondo, rendendo così fattibili cose che normalmente sarebbero impossibili, anche solo da immaginare.

D’altra parte questo strumento così sofisticato si limita semplicemente ad elaborare, a processare, ad eseguire una serie di comandi uno dietro l’altro, senza cioè farsi troppe domande sul cosa servano tutti quei dati che è chiamato a “macinare”. Infatti, per quanto possa essere incredibile, tale strumento è solamente in grado di comprendere la differenza che passa tra due semplici informazioni: vero e falso. Meglio ancora, tra 0 e 1.
È appunto il complesso concatenarsi di questi due semplici segnali che permette l’esecuzione di cose stupefacenti.
Nel suo insieme, pertanto, l’esecuzione dei programmi avviene dal congiungersi di tutta una serie di domande, fatte dagli applicativi, con le relative risposte da parte dell’architettura fisica, senza che quest’ultima si preoccupi della pertinenza del quesito posto.
Dunque l’esecuzione di comandi avviene a prescindere dal contesto in cui essi sono collocati.
Così in caso di invio di informazioni pertinenti si riceveranno risposte pertinenti, viceversa, ci si può solo aspettare dati di dubbia utilità, o meglio ancora, dati che posso essere manipolati a nostro piacere.
Nel caso migliore, quindi, si riuscirà a creare un ambiente di lavoro utile e comodo, viceversa può anche succedere che vengano elaborati comandi che possono avere effetti drammatici sui nostri archivi o addirittura sul sistema stesso.

È in quest’ultimo caso che l’esecuzione di codici cosiddetti “maligni” o malware (dall'inglese malicious software, ovvero “programmi malvagi”, “cattivi”) può pregiudicare il funzionamento del sistema, costringendolo così ad eseguire delle operazioni contrarie alle nostre aspettative.

Esistono diverse forme di codici maligni, e fra questi i più famosi e conosciuti rientrano nella categoria dei Virus Informatici. Ma, se è vero che nel frattempo si è riuscito a formare un minimo di cultura riguardante la sicurezza informatica incominciando ad adottare gli Antivirus, è anche vero che le insidie che attentano quotidianamente alla sicurezza dei nostri sistemi non derivano più solo quelle dai virus, ma bensì si sono estremamente diversificate e sofisticate.

L’avvento di Internet, delle tecnologie Web, della posta elettronica, dei programmi di file sharing, delle Chat e dei Newsgroup, ha indubbiamente spinto sempre più persone alla ricerca di una sempre maggiore connettività, garantita magari da una buona banda di trasferimento (forniti ad esempio dai servizi DSL).
È evidente che tutto questo, se da un lato ha portato all’avvicinamento e all’utilizzo di più servizi, diventati giorno dopo giorno sempre più utili e indispensabili, dall’altro ha fornito nuovi e potenti strumenti a tutta quella categoria di persone che attentano quotidianamente ai nostri dati. Pertanto, così come nelle facce di una stessa medaglia, servizi e sicurezza risultano essere sempre di più legati, importanti e da tenere in considerazione, all’aumentare delle necessità di connessione riscontrate.

Per esempio, i casi più comuni di questo rapporto esistente sono quelli associabili a tutti quegli attacchi provocati da codici worm che, sia attraverso la rete, ma molto più frequentemente via posta elettronica, si diffondono nella ricerca di nuove vittime.
Catene, Hoax e Spam, poi pensano a rendere la posta elettronica inaccessibile.
Non dimentichiamo inoltre i tentativi di rendere una rete informatica completamente inaccessibile facendo saturare i carichi di trasmissione. Per non parlare della possibilità di accedere ai nostri dati personali con la conseguente perdita della propria privacy.

Accesso ai contatti della rubrica di nostra proprietà o alle nostre abitudini di navigazione, installazione di Dialer che modificano le telefonate al nostro provider, fino ad arrivare a casi molto più gravi quali la sottrazione di dati estremamente delicati come password d’accesso o codici di carte di credito, si stanno rilevando giorno per giorno episodi sempre meno frequenti.

Andando ad analizzare le possibili situazioni di rischio si viene però a scoprire come in realtà lo strumento tecnologico (inteso sia come computer ma anche in senso più lato anche tutto ciò a cui esso è correlato; programmi, servizi, …) spesso e volentieri venga sfruttato quale mezzo, come tramite specifico, a tutta una serie di tecniche o abitudini con cui siamo costantemente a contatto nella vita quotidiana (così come succede nei casi di Social Engineering).

Infatti una volta raggiunto questo punto scopriremo come nelle precauzioni necessarie per evitare di incorrere in guasti e guai, è indispensabile capire, non solo che a volte è sufficiente superare il timore o il pregiudizio che lo strumento tecnologico sia così “enormemente complicato” e inevitabilmente incomprensibile (quindi inaccessibile), ma che nella gran parte dei casi la soluzione dei problemi si basa principalmente nel uso dell’informazione e di una adeguata dose di buon senso (metteremo mai benzina nel radiatore?!;-).
A volte, dunque, non è “essenziale conoscere e sapere a fondo i tecnicismi che ci stanno dietro”, quanto piuttosto, essere semplicemente informati su quali siano i casi di rischio a cui si va incontro e su come sia possibile, con dei piccoli accorgimenti, evitarli.

È inevitabile considerare come in uno scenario di questa portata l’utilizzo sconsiderato di uno strumento (diventato ormai indispensabile) quale il computer, possa portarci, nel migliore dei casi, a perdere del prezioso tempo, sottraendolo così alla nostra importante attività, considerando il fatto che una nostra mancanza d’attenzione può comunque coinvolgere, e a volte anche in maniera drammatica, altri utenti e impianti interconnessi ai nostri sistemi compromessi.

È pertanto importante riuscire a capire che essere responsabili o essere quantomeno informati sull’utilizzo di questo strumento, su quali siano i pericoli e piccoli accorgimenti da prendere in considerazione, sia diventato un obbligo per chiunque pretenda di averci a che fare.

Questo documento vuole essere (spero) un modo semplice e utile per capire come funzionano certi meccanismi senza per forza di cose addentrarsi in inutili tecnicismi. Come sia possibile “metterci mano” (con il minimo degli sforzi), e come alla fine sia sufficiente avere un po’ di cognizione sul cosa si stia facendo (cosa a quanto pare sempre più ardua vista la massiccia dose di automatismi a cui siamo ormai abituati) senza per forza di cose lasciarsi “impressionare” da questo “mostruoso aggeggio incomprensibile” che è il mondo dei computer.
Per avere così, in definitiva, un migliore rapporto con il nostro ormai prezioso strumento tecnologico.

Questo manuale è pertanto dedicato a tutta quella categoria di utenti che, pur avendo familiarità con lo strumento tecnologico che hanno ormai imparato ad usare nella quotidianità delle loro attività, non hanno altresì compreso appieno alcuni meccanismi, ma soprattutto non conoscono né i casi di rischio né le relative precauzioni da prendere in considerazione.

Ogni capitolo è stato preparato per essere letto indipendentemente dagli altri. Dunque l’organizzazione studiata per la lettura permette di raggiungere immediatamente le sezioni di proprio gradimento, lasciando fermo il fatto che una lettura integrale può essere comunque utile per avere un quadro più completo degli argomenti trattati.

Buona lettura, Marcello ;-)

Appunti Liberi di Sicurezza Informatica (casalinga)

Con questo articolo vorrei innaugurare una mia iniziativa, che sto' seguendo a dire la verità da diverso tempo, ovvero offrire a tutti gli utenti informatici alle prime armi, tutti gli strumenti necessari per un corretto uso di quelle "bestiacce" che chiamiamo pc, in realzione però alla loro connessione in rete con altri.

Di articoli sulla sicurezza, specialmente in Internet, se ne posso trovare davvero tantissimi, dunque il mio lavoro, non solo vuole essere una semplice raccolta di tutti i miei anni di esperienza in merito, ma vuole, senza troppe pretese, andare a toccare tutti quegli aspetti legati a migliorare le abitudini, o meglio a educare le persone, ad un uso più consapevole di tali strumenti.

Il blog mi permette anche di poter condividere pareri con altri di quanto da me prodotto, per cui chiederei a chiunque volesse darmi indicazioni su come migliorare tale documento, di farlo in maniera costruttiva.

Internet è una grande risorsa, che però deve essere gestita in maniera responsabile ma sopratutto in maniera collaborativa.

A voi dunque l'ultimo responso su queste mie fatiche.

Grazie a tutti per l'attenzione, vostro,
Marcello;-)

... e ora si inizia!!!

ciao a tutto il mondo! questo è il mio primo messaggio che metto a disposizione.
speriamo che sia il primo di una lunga e fortunata serie!!!

ci si becca a presto, vostro
Marcello